Il 4 dicembre 2025, gli studenti del Polo Liceale “R. Mattioli” hanno avuto il piacere di partecipare a un’esperienza di orientamento coinvolgente e appassionante, grazie ai giovani del Politecnico di Milano che hanno presentato il progetto di valenza internazionale “AIDA” (Artificial Intelligence Driving Autonomous).
Il progetto ha come obiettivo promuovere veicoli a guida autonoma per ridurre gli innumerevoli sprechi quotidiani, cercando di aderire sempre di più agli “Obiettivi dell’Agenda 2030” e offrendo una nuova prospettiva sui benefici di una mobilità urbana alternativa.
Poiché “la formazione è il primo passo verso un futuro di modernità”, per sensibilizzare e informare le nuove generazioni sul valore delle materie STEM e sull’importanza di investire in esse per trovare sbocchi professionali, i rappresentanti del Politecnico hanno deciso di organizzare un incontro con attività coinvolgenti.
La prima attività proposta è stata un quiz, svolto attraverso la piattaforma online “WooClap”. Sono state presentate domande relative all’uso delle automobili e alle abitudini quotidiane che portano a numerosi sprechi giornalieri, accompagnate da spiegazioni dettagliate.
Gli ospiti hanno cercato di illustrare ai ragazzi quale sia il ruolo di un ingegnere e come si proceda nella realizzazione di un progetto di auto a guida autonoma. Questa figura professionale si occupa di progettare, realizzare e gestire macchine, impianti, sistemi, dispositivi e strutture. Nel caso specifico delle auto autonome, dotate di sensori, attuatori e computer integrato, le fasi principali della realizzazione sono quattro: localizzazione, percezione, pianificazione e controllo.
Il primo passo consiste nel capire la propria posizione, per poi imparare a muoversi. A tal fine si utilizza un GPS con correzione RTK, diverso dai GPS tradizionali, poiché offre una precisione molto più elevata, circa 10 centimetri. La seconda fase permette di comprendere ciò che ci circonda: in questo processo, nelle auto a guida autonoma, vengono impiegati radar, telecamere e il sensore Lidar, in grado di emettere raggi laser e creare un ambiente tridimensionale. Successivamente si traccia la traiettoria da seguire, utilizzando algoritmi specifici diversi da quelli di machine learning, più adatti a questo scopo.
L’ultima fase prevede che qualcuno azioni il veicolo e impartisca le istruzioni su cosa deve fare.
Prima di arrivare al prototipo attuale di auto a guida autonoma, sono state condotte diverse sperimentazioni. Una delle più importanti si è svolta durante la corsa delle “1000 Miglia”, durante la quale l’auto è stata seguita per tutte e cinque le giornate da un team di 25 esperti, consentendo al veicolo di percorrere fino a 300 km in modalità autonoma. Un’altra sperimentazione significativa è stata quella relativa al Trofeo della Val Canonica, a cui si è aggiunto un test ad alta velocità in cui l’auto ha raggiunto i 280 km/h, necessario per valutare la capacità del veicolo di reagire prontamente in condizioni estreme.
Tutti questi test sono stati svolti su una Maserati, ma l’obiettivo principale del progetto non è solo realizzare un singolo modello di auto a guida autonoma, bensì applicare questa tecnologia anche a veicoli a basso costo. Questo permetterebbe di sfruttare al massimo le risorse tecnologiche attuali e di ampliare l’uso di questa innovativa forma di mobilità, rendendola più accessibile a un pubblico più vasto.
Letizia Mastronardi
Lucrezia Molisani


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