Giovedì 11 settembre 2025, durante l’exchange student con Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, abbiamo avuto l’opportunità di visitare una delle realtà più innovative e significative per l’istruzione internazionale: il Politecnico di Torino a Tashkent. Un’esperienza che ci ha profondamente colpito, non solo per la sua rilevanza accademica, ma anche per il messaggio di cooperazione globale che porta con sé.
Negli ultimi anni, il Politecnico di Torino, famoso per la sua eccellenza in ingegneria e architettura, ha deciso di espandere la propria influenza internazionale, stabilendo una sede a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan.
Questo gemellaggio permette agli studenti uzbeki di accedere a programmi di alta qualità, e al contempo offre agli studenti italiani e internazionali una finestra su una realtà in rapida crescita, come quella dell’Uzbekistan, un Paese che sta emergendo come polo di sviluppo nel cuore dell’Asia centrale.
Appena arrivati al Politecnico , siamo stati accolti dagli studenti, e abbiamo avuto l’occasione di visitare i modernissimi edifici all’interno dell’Università. La struttura, pur rispettando l’architettura tradizionale uzbeka, è completamente all’avanguardia, con laboratori di ultima generazione e aule dotate delle tecnologie più moderne. Ci hanno spiegato che il campus non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un centro di ricerca dove studenti e docenti lavorano insieme per risolvere problemi concreti legati all’ingegneria, all’energia e alle infrastrutture.
In particolare, uno dei momenti che ci ha più colpito è stata la visita al laboratorio di ingegneria aerospaziale, dove ci hanno mostrato alcuni dei progetti più avanzati in questo campo. Qui, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere una start-up che sta sviluppando soluzioni innovative nel settore delle tecnologie aerospaziali. È stato entusiasmante vedere come studenti e giovani imprenditori stiano cercando di portare avanti idee che potrebbero avere un impatto globale, e come l’educazione possa essere il motore di tali innovazioni.
Quello che rende davvero speciale il Politecnico di Torino a Tashkent non è solo l’eccellenza accademica, ma anche il profondo significato del gemellaggio tra due Paesi così distanti, che condividono, però, l’aspirazione alla crescita e allo sviluppo. L’Uzbekistan, da un lato, con la sua giovane popolazione e un sistema educativo che sta cercando di modernizzarsi, e l’Italia, con la sua lunga tradizione di ricerca e innovazione.
Il gemellaggio non è solo una questione di scambio culturale, ma anche di scambio di competenze, permettendo di formare una nuova generazione di professionisti e ricercatori che possano affrontare le sfide globali con una mentalità aperta e internazionale. Inoltre, è un esempio di come l’istruzione possa superare i confini geografici, unendo studenti e docenti di tutto il mondo. L’accesso a diverse prospettive, l’incontro tra tradizioni e culture diverse, e il lavoro comune verso un obiettivo globale contribuiscono alla costruzione di un futuro migliore per tutti.
Questa visita è stata un’esperienza che ha arricchito non solo il nostro bagaglio culturale, ma anche la nostra visione del mondo. È stato emozionante vedere come una collaborazione tra Paesi così diversi possa produrre risultati straordinari. Il Politecnico di Torino, con la sua sede a Tashkent, è un simbolo di come l’educazione e la ricerca possano essere potenti strumenti di cambiamento.
Questa esperienza ci ha ricordato l’importanza di investire nell’istruzione, nell’innovazione e nella cooperazione internazionale per costruire un futuro migliore, non solo per noi, ma per tutte le generazioni a venire. Ed è con questo spirito che dobbiamo guardare avanti: alla costruzione di ponti tra le culture, alla valorizzazione delle diversità e alla creazione di un mondo più unito e innovativo.
Leonardo Pellilli
Angelica Buccigrossi

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