Il valore della memoria e della storia

Incontro in Auditorium: "Premio Luciano Lapenna" sul valore della ricerca storica legata al territorio

Vasto, 3 febbraio 2026 – Questa mattina presso l’Auditorium del Polo Liceale Mattioli si è tenuto un importante incontro dedicato alla memoria storica e alla promozione della ricerca.  Insieme alla Dirigente scolastica, Prof.ssa Maria Grazia Angelini, hanno partecipato all’incontro Bianca Campli, Presidente del Club per l’UNESCO di Vasto, e Domenico Cavacini, Presidente della sezione ANPI di Vasto.

L’evento dedicato al “Premio Luciano Lapenna”, vinto nella sua terza edizione dagli studenti del Mattioli, coordinati dalla prof.ssa Giovanna Santangelo, rappresenta un’iniziativa volta a promuovere e stimolare ricerche storiche originali, focalizzandosi sul periodo che va dal primo dopoguerra ai giorni nostri.

Per i ragazzi presenti, l’incontro si è rivelato un’occasione significativa per approfondire la conoscenza della storia locale e riflettere sull’importanza della memoria collettiva. Attraverso il confronto con gli ospiti, è stata sottolineata la necessità di conoscere il passato come strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire un futuro consapevole.

Il Premio non si limita a ricordare l’ex sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, come persona, ma soprattutto a celebrare i valori che ha incarnato nel corso del suo mandato politico. Figura fedele allo Stato, Lapenna si è sempre impegnato con dedizione per il bene della città, adottando uno stile di leadership orientato al servizio della comunità. Luciano Lapenna, ricorda Cavacini, aveva una visione, una prospettiva, e questo lo ha reso un vero cittadino. Un onorevole cittadino vastese.

Attraverso il Premio a lui dedicato, si può davvero comprendere il significato e il valore delle microstorie: il processo di ricerca dei documenti, la verifica della loro veridicità e la scelta di narrare i fatti, tenendo sempre presente anche il punto di vista dell’altro evitando di scivolare nella partigianeria. È in questa prospettiva che la storia si rivela una vera maestra di vita, poiché solo confrontandoci con le esperienze altrui possiamo mantenere la nostra umanità, anche nei momenti più tragici della nostra vicenda collettiva.

La professoressa Campli ha richiamato una celebre citazione di Immanuel Kant: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, arricchendola con l’aggiunta di “Il volto dell’altro dentro di me” di Lévinas. Secondo l’intervento, senza il confronto con l’altro e con la sua diversa verità, non è possibile riconoscersi come esseri umani né costruire una narrazione condivisa, poiché il vero senso della storia e dell’empatia nasce dall’incontro con le storie e le prospettive altrui.

Gli studenti del Mattioli, vincitori della terza edizione del “Premio Luciano Lapenna”, hanno affrontato, nel loro cortometraggio, la storia del mulo Rossetti, il “mulo soldato”, requisito dall’esercito e utilizzato per il trasporto di munizioni, viveri e corrispondenza per i reparti di prima linea al fronte.

Dal documento e dalle ricerche a riguardo, sono emersi numeri impressionanti di animali che affiancavano i soldati nelle trincee e seguiti molte volte negli stessi destini di morte, privazioni e stenti, ma diventavano spesso anche gli unici “amici” che portavano, per quanto possibile, dei labili momenti di quotidianità e  familiarità.

Particolarmente significativo è stato il giudizio dato al lavoro da parte della giuria, un giudizio letto dal presidente ANPI Domenico Cavacini, che così conclude: «Il fante che riscatta il suo mulo al termine del conflitto rappresenta per noi una metafora del futuro, un impegno a non ripetere gli stessi errori e a non dimenticare i valori di una pace ormai perduta».

                                                                                                                               Carlotta Russi

Foto di Chiara Lattanzio e Aaron Monteferrante