L’instabile rotta della felicità: Matteo Porru si racconta al Mattioli

Incontri d'autore per il Premio Vasto d'Autore Festival-Metamer

Matteo Porru, giovane scrittore di ventiquattro anni già autore di numerosi romanzi tra cui “Il volo sopra l’oceano” edito da Garzanti e riconosciuto tra i 25 under 25 più promettenti al mondo, è stato il protagonista di un intenso incontro con le classi seconde e terze del Polo Liceale Mattioli lo scorso 9 febbraio.

La sua storia di scrittore, condivisa con gli studenti nell’Auditorium dell’istituto, inizia precocemente: a soli 11 anni cercava già un editore, spinto dalla necessità di sconfiggere la noia durante i periodi trascorsi in ospedale usando la fantasia e l’invenzione. Nonostante l’iniziale scetticismo della madre, Porru ha dimostrato una determinazione incrollabile, arrivando a stampare i propri libri il sabato sera per poi venderli la domenica mattina, incontrando così, in maniera fortuita, quello che è poi divenuto il suo editore che lo ha portato dov’è oggi.

Questa dedizione totale si riflette in una produzione letteraria densa e profondamente metaforica, di cui “Il volo sopra l’oceano” e “Il dolore che crea l’inverno” rappresentano i pilastri centrali. Per Porru, la scrittura è un atto per “far conoscere meglio se stessi”, un lavoro interiore capace di svelare la propria interezza attraverso un ritmo simile a un battito, una sorta di “culla” sonora. Questa cifra stilistica è influenzata anche dalla sua formazione accademica in Filosofia economica, che lo spinge a interpretare una disciplina secondo i canoni dell’altra, spiegando come il “blu” della sua narrazione sia potente e viscerale proprio perché esiste in funzione del “bianco”.

Il successo letterario e i traguardi raggiunti — come il documentario sulla sua vita realizzato a soli 22 anni — si intrecciano però con un vissuto personale complesso, segnato dal bullismo subìto durante le scuole medie. Proprio la capacità di trasformare gli eventi avversi in punti di svolta è emersa nell’aneddoto legato a Novi Ligure: un invito a una presentazione a proprie spese che la madre lo spinse ad accettare perché “legato al suo destino”. In quell’occasione, dopo un treno cancellato, l’incontro fortuito con Sofia, la libraia che lo andò a prendere, si trasformò in una storia d’amore che lo ha portato a convivere lo scorso agosto.

Guardando al futuro, con l’uscita imminente del romanzo “Notturno Novese” e l’obiettivo di raggiungere 18 pubblicazioni entro la fine del 2026, Porru immagina la sua vita tra dieci anni a Roma, continuando a fare ciò che ama e trovando felicità nelle piccole cose. È proprio su questo concetto che lo scrittore ha voluto lasciare il suo messaggio più forte ai giovani del Mattioli, utilizzando la metafora del volo: la turbolenza non è un pericolo ma “aria instabile”, un’occasione per rallentare, cambiare rotta e adattarsi senza mai snaturarsi. Esortando tutti a non delegare la propria vita a modelli esterni e a tenere la rotta, ha concluso l’incontro con una riflessione che ha segnato profondamente i presenti: “Inseguite la felicità, non le gratificazioni”.

Julia Di Paolo

Foto di Lorena Visan