Una vittoria non vinta ma vissuta per il team di debate del Mattioli

Debate torneo Premio Croce presso il Comune di Popoli. Un momento di crescita personale e collettiva.

«Questa assemblea ritiene che integrare gli LLM nelle scuole secondarie migliori le abilità metacognitive più di quanto non danneggi la qualità dell’apprendimento».

E’ questa la mozione attorno alla quale si è svolto il dibattito affrontato dal team del Mattioli durante il torneo del Premio Croce, svoltosi l’11 aprile 2026 presso il Comune di Popoli.

L’evento è stato un momento di confronto e di riflessione su un tema di estrema attualità e inerente all’educazione nel contesto odierno: l’uso dei Large Language Models (LLM) nei percorsi educativi e il loro impatto, tra opportunità e possibili rischi.
In un contesto tecnologico in continua trasformazione quale è la società attuale, il dibattito ha offerto l’occasione ai partecipanti di interrogarsi sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’apprendimento, soffermandosi in particolare su come essa possa influenzare lo sviluppo delle capacità metacognitive degli studenti delle scuole secondarie.

A partire da studi e ricerche svolte in preparazione in merito alla mozione i debaters hanno discusso gli effetti dell’uso degli LLM, cercando di capire non solo quanto siano utili dal punto di vista didattico, ma anche come — a seconda delle modalità di utilizzo — possano incidere in modi diversi sulla capacità degli studenti di acquisire capacità metacognitive e ottenere un apprendimento di qualità. In particolare, è emersa una questione focale: se le intelligenze artificiali possano essere considerate strumenti autenticamente formativi oppure se si configurino come vacui surrogati, in quanto caratterizzati da una efficacia educativa inferiore rispetto ai metodi tradizionali o, addirittura, possano arrivare a danneggiare lo studente tramite il fenomeno denominato metacognitive laziness, consistente sostanzialmente nell’assuefazione e nell’utilizzo passivo e irresponsabile degli LLM.

Un ulteriore punto cruciale del dibattito ha riguardato le modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale nel contesto scolastico. Tra gli argomenti più incisivi a favore della sua integrazione è stato presentato il concetto di “scaffolding”, inteso come un utilizzo graduale e strategico degli LLM: essi verrebbero impiegati come supporto temporaneo nei momenti di difficoltà e di mancanze, per poi essere progressivamente abbandonati con la conseguente acquisizione dell’ alunno di una di maggiore autonomia. Tale approccio è stato descritto come efficace nel favorire un apprendimento più responsabile. Tuttavia, la controparte ha evidenziato come un simile metodo richieda un elevato grado di responsabilità individuale e di consapevolezza del sé, competenze che non sempre risultano pienamente sviluppate, soprattutto nelle fasi iniziali del percorso nella scuola secondaria.

Complessivamente, il dibattito si è rivelato particolarmente articolato, acceso, e a volte controverso, mettendo in luce l’ambiguità del rapporto tra innovazione tecnologica e formazione.
Parallelamente, il torneo ha costituito un’importante occasione di crescita per il team di debate del Mattioli, che ha potuto mettere alla prova e consolidare le proprie abilità non solo sul piano delle competenze espositive e argomentative, ma anche su quello collaborativo e strategico, ossia quello inerente al lavoro di squadra.

I giudici hanno notato e lodato la notevole coesione del gruppo, apprezzandone la capacità di mantenere una coerenza nelle argomentazioni portate.

Dopo i saluti iniziali, le squadre sono state suddivise secondo un criterio casuale per affrontare il
primo match sul preparato (ossia sulla mozione principale del dibattito). Successivamente, si è svolto un round detto “impromptu”, incentrato sulla seguente mozione scelta con un criterio casuale: «Questa Camera giudica positivamente lo sviluppo di relazioni strette con l’intelligenza artificiale». Tale dibattito ha portato gli oratori a riflettere su una dimensione più personale e relazionale dell’interazione con le tecnologie digitali, ampliando ulteriormente il campo di analisi.

In questo secondo confronto sono emerse con particolare evidenza le implicazioni emotive e psicologiche dell’uso dell’intelligenza artificiale. I debaters si sono interrogati sulle ragioni che spingono un numero sempre crescente di individui a instaurare forme di relazione con sistemi artificiali, cercando ciò di cui hanno bisogno: supporto emotivo, la ricerca di ascolto, la disponibilità e la presenza che gli AI garantiscono all’utilizzatore di tali strumenti. Si è ragionato sul motivo per cui questi individui non si rivolgono a soggetti esterni e la ragione potrebbe essere trovata nel contesto in cui l’individuo si trova a vivere.

Il team del Mattioli ha nuovamente sostenuto la posizione pro, confrontandosi con argomentazioni avversarie impostate prevalentemente su un piano etico e religioso, che mettevano in discussione la legittimità e l’autenticità di tali relazioni. Nonostante la complessità del confronto e la delicatezza delle tematiche affrontate, la squadra pro è riuscita ad aggiudicarsi il match.

La giornata è proseguita con un pranzo al sacco offerto generosamente dal Comune di Popoli, momento che ha favorito la socializzazione tra i partecipanti nonché debaters e coaches.

Nel pomeriggio si è svolto un ulteriore dibattito sul preparato, nel quale il team del Mattioli ha sostenuto la posizione contro avendo precedentemente portato la pro. Al termine dell’evento si è tenuto il round finale, che ha decretato i risultati del torneo.

Pur non avendo conquistato la vittoria, il team del Mattioli ha tratto grande beneficio dall’esperienza, arricchendo significativamente il proprio bagaglio di conoscenze e competenze.
La partecipazione al torneo ha rappresentato non solo un’occasione di approfondimento su temi di grande attualità, ma anche un momento di crescita personale e collettiva come membri di un team. L’evento è stato vissuto come un’importante esperienza di condivisione, confronto e sviluppo dello spirito di squadra.

Gerardo Di Cesare