“La donna non è in rapporto dialettico col mondo maschile. Le esigenze che essa viene chiarendo non implicano un’antitesi, ma un muoversi su un altro piano.”
Scriveva così Carla Lonzi in Sputiamo su Hegel (1970), in riferimento alla relazione tra donne e politica. Trattasi, però, di una relazione per secoli rimasta silenziosa, ignorata, dis-pari.
Il movimento femminile, infatti, ha fatto il suo ingresso nelle pagine della storia con un’intensità mai vista prima solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, facendo convergere tutta la sua enfasi sul raggiungimento dell’uguaglianza formale, rivendicando con vigore la partecipazione democratica che fino a quel momento gli era stata preclusa.
Proprio sul ruolo e sulla storia delle donne in Italia dalla Ricostruzione agli anni ‘60 ha voluto porre particolare attenzione il convegno “Storie di Donne”, tenutosi la mattinata del 30 aprile nell’Auditorium Ufficio Attività Culturali di Vasto.

A seguito del monologo di apertura di Giulia Tiranno, accompagnata dal chitarrista Matteo Angelucci, voce di tutte le donne che per la prima volta hanno stretto tra le dita il potere della matita elettorale, e ai saluti istituzionali del Presidente A.S.P. “Lo spazio per tutti” Rocco di Scipio e della Presidente CIF di Vasto, che ha ideato e organizzato l’evento, Antonietta Della Rocchetta, attraverso testimonianze, approfondimenti storici e le riflessioni delle nuove generazioni si è ripercorsa e valorizzata l’importanza del femminile nella trasformazione sociale e culturale del nostro Paese.

Moderati dalla prof.ssa Paola Cerella, si sono, inoltre, alternati gli interventi di Francesca Russo e Ilaria Generoso: la prima – professoressa ordinaria di Storia del pensiero politico all’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – ci ha riportato indietro nel tempo, raccontando le memorie dei suoi nonni, entrambi madre e padre costituenti e membri attivi nel panorama politico di quegli anni; la seconda – Consigliere di Presidenza nazionale CIF – ha guardato con lucidità al percorso culturale che ha portato fino ai giorni nostri, citando non solo i traguardi faticosamente raggiunti, ma anche gli insuccessi, le mancanze ancora da colmare, come, ad esempio, la piena applicazione degli articoli 37 e 29, riguardanti rispettivamente il diritto alla parità di retribuzione a parità di lavoro per donne e uomini e l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

Ha, poi, fatto notare quanto la lotta per la parità sia una lotta culturale, che si intreccia anche con le istituzioni politiche. Pertanto, è fondamentale non lasciarsi ingannare da un’uguaglianza illusoria, è fondamentale, anzi, impegnarsi ancora per concretizzare davvero quei valori fino ad ora dichiarati solo sulla carta.
Come afferma Jennifer Guerra ne Il femminismo non è un brand, se politica e mondo femminile appartengono a dimensioni per natura diametralmente opposte, in quanto i meccanismi del potere si esplicano attraverso gerarchie verticali, contrariamente ai movimenti femministi, che, invece, si muovono orizzontalmente, allora bisogna cercare altrove quel piano di incontro a cui si faceva riferimento inizialmente.
È necessario attivarci per aprire un dialogo nuovo, più attento, più trasparente, che non rimanga fossilizzato al passato, ma guardi al futuro, alle donne e agli uomini che ogni giorno costruiscono la nostra società. Attivarci per modellare una cultura capace di rendere giustizia ad ogni corpo, pensiero e parola.

L’incontro si è concluso con la premiazione dei lavori degli studenti degli Istituti Superiori di Vasto da parte dell’assessore Nicola Della Gatta e con la successiva inaugurazione della mostra “Storie di donne”, nella Sala Mattioli.
Alessandra Masciantonio
Foto di Caterina Molino



0