Nell’ambito del progetto di educazione civica “Cristalli di libertà”, durante la mattinata dell’11 maggio 2026, le classi quinte sono state riunite in Aula Magna per prendere parte ad un incontro, organizzato dalla prof.ssa Antonia Provicoli, con il Consigliere di Stato Luca Monteferrante.
Tale appuntamento è stato preceduto nei giorni scorsi da una lezione propedeutica curata dalla prof.ssa Francesca Cinquina, focalizzata sul ripasso critico dei pilastri costituzionali.
Nell’incontro formativo di oggi il Consigliere di Stato ha trattato temi di stringente attualità partendo proprio dalle fondamenta della Costituzione Italiana. È stata sollevata la questione della comparsa dei “nuovi diritti” in chiave dialogica, favorendo un clima di confronto aperto alle riflessioni condivise sulla libertà e sulla dignità umana. In particolare, gli articoli 2 e 4 sono stati i protagonisti dell’incontro, in relazione ai quali si è evidenziato l’insorgere di nuove minacce che ledono l’inviolabilità dei principi costitutivi.
Citando l’eredità di Aldo Moro, si è discusso di come l’Articolo 2 debba oggi proteggere la “riserva d’umanità” dall’avanzata degli algoritmi: esiste ancora un’agorà per il beneficio collettivo che non sia inquinata da interessi individuali o manipolazioni tecnologiche? È stato ribadito il valore nobilitativo del lavoro (Art. 4) che vuole conferire dignità all’individuo, oggi messo in discussione dalla minaccia delle macchine e dell’intelligenza artificiale, che rischiano di trasformare l’uomo da coautore dello sviluppo sociale a mero ingranaggio sostituibile.
È stata sottolineata l’importanza del pensiero critico come arma contro strumenti propagandistici pericolosi, come lo “sciame di bot” che crea l’apparenza di un’opinione maggioritaria per influenzare le masse. In chiave politica e letteraria è stato affrontato il tema della privacy e della vulnerabilità dei dati personali soggetti a profilazione mediatica e politica. L’uso delle tecnologie moderne è stato assimilato alla realtà distopica del “Grande Fratello” di Orwell: ogni nostro dato è un sensore del controllo di massa, una mercificazione che riduce l’uomo ad una nuova forma di schiavitù digitale.
A conclusione dell’incontro, il giudice ha esortato i suoi interlocutori a resistere al “paternalismo dolce” descritto da Tocqueville, quella degenerazione democratica in cui chi comanda accontenta le masse con “panem et circenses” digitali per assopirne la coscienza.
Oggi la rete rappresenta la nostra nuova Linea Gustav: una trincea digitale dove i confini tra pace e guerra sono invisibili e dove il diritto internazionale svanisce di fronte all’arbitrio del potere. Tuttavia, proprio come i nostri padri hanno difeso quel compendio di valori che è la nostra Costituzione, spetta ora ai giovani presidiare questa nuova linea del fronte.
Rispetto a situazioni apparentemente irreversibili, il segreto risiede nel coraggio del singolo: acquisire consapevolezza significa riconoscere che la storia può essere cambiata. Gli studenti sono usciti dall’aula con una nuova contezza: la difesa della dignità e della libertà, dagli articoli 2 e 3 fino alle sfide dell’algoretica, è una battaglia che può e deve essere vinta, partendo dalla capacità di dare vita a una narrazione consapevole.
Francesca D’Aurizio
Foto di Antonio Fanelli













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