Un viaggio a Roma tra fede e memoria

Una giornata nella capitale per la classe VB del Polo Liceale Mattioli di Vasto

Il 19 maggio, la classe VB ha trascorso una giornata nella capitale, accompagnata dai professori Calvano e Provicoli.

La visita è iniziata con l’ incontro con suor Caterina, presso la Casa di Formazione delle Missionarie di San Carlo, che ha condiviso con gli studenti la propria fede e il percorso di vita che l’ha portata a entrare in questa grande  famiglia. Le Missionarie di San Carlo sono presenti in tutto il mondo, nelle varie case di appartenenza, e si impegnano a testimoniare la loro esperienza di fede e la parola di Dio.

Dopo una pausa ristoratrice offerta dalle suore, il tour è proseguito con la visita al Museo “Vite di IMI” (Internati Militari Italiani). Il luogo rende omaggio agli oltre 650.000 militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con il regime nazi-fascista, venendo deportati e distribuiti tra i campi di concentramento tedeschi.

Il museo offre un’interessante panoramica sugli eventi e sulla vita quotidiana degli internati italiani, arricchita da attività multimediali immersive. Suddiviso in sei sale, il percorso presenta numerosi dettagli e testimonianze dell’epoca. L’esposizione di oggetti storici contribuisce a creare un coinvolgimento emozionale profondo.

Nel pomeriggio, la visita si è conclusa con una tappa al Museo Storico della Liberazione in via Torquato Tasso. L’edificio, che durante l’occupazione nazista di Roma fungeva da quartier generale della Gestapo, ospita oggi esposizioni di oggetti d’epoca, molti dei quali appartenuti a prigionieri italiani. Nel passato, il luogo ha visto la detenzione, le torture e le uccisioni di oltre 2.000 civili da parte delle forze tedesche.

 

La guida, molto empatica, ha aiutato gli studenti a immergersi emotivamente nelle stanze che un tempo fungevano da celle di detenzione.

Tra gli elementi più toccanti, i graffiti incisi sui muri dai detenuti romani, testimonianza tangibile della paura e della sofferenza vissute. Il museo si sviluppa su tre piani, con stanze e finestre murate dalle SS per impedire ai prigionieri di affacciarsi, conservando così l’atmosfera di terrore di quegli anni.

Mattia Ronzitti

Foto di Mattia Ronzitti