Le WASP (Women Airforce Service Pilots) sono state le prime donne a pilotare aerei militari, mettendo a disposizione il proprio coraggio e il sacrificio per consentire ai piloti uomini di andare in guerra. Nonostante il loro ruolo fondamentale nella vittoria, la loro storia rimase a lungo nell’ombra, fino agli anni ’70, quando finalmente ricevettero riconoscimenti ufficiali per il loro contributo.

Nel 1942, l’America si trovava nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, con una grave carenza di piloti uomini. In risposta a questa emergenza, Jacqueline “Jackie” Cochran e Nancy Harkness Love, due pioniere dell’aviazione, iniziarono a promuovere l’impiego delle donne in ruoli non combattenti per coprire questa lacuna. Così, nel settembre di quell’anno, fu avviato un programma suddiviso in due organizzazioni: la Women’s Auxiliary Ferrying Squadron (WAFS) e la Women’s Flying Training Detachment (WFTD). Nel 1943, queste due realtà si unirono sotto il nome di Women Airforce Service Pilots (WASP), aprendo nuove strade per le donne nell’aviazione militare statunitense.

Oltre 25.000 donne presentarono domanda per entrare nel programma, ma, pur non essendo considerate militari di carriera, i loro requisiti di ammissione erano molto severi e solo 1.074 donne riuscirono a diplomarsi. Inoltre, dovevano già possedere una licenza di volo civile, a differenza degli uomini, che venivano addestrati ex novo.
Le poche donne che riuscirono a passare e a diplomarsi avevano il compito di pilotare qualsiasi tipo di velivolo dell’arsenale americano, al fine di svolgere e completare compiti di trasporto (consegnavano caccia e bombardieri), traino bersagli (volavano con dei bersagli di tela attaccati alla coda dell’aereo mentre da terra militari sparavano con munizioni per esercitarsi) e collaudo (testavano aerei riparati per verificarne la sicurezza prima di restituirli ai piloti maschi).

Nonostante la loro significativa presenza, il ruolo di queste donne nel contesto militare era gravemente sottovalutato. Considerate ancora come personale civile, si trovavano a subire ingiustizie che ne compromettevano i diritti: prive di copertura assicurativa sulla vita e di assistenza medica militare, erano costrette a sostenere personalmente i costi di vitto, alloggio e uniformi.
Durante le operazioni militari, 38 donne appartenenti alle WASP persero la vita. Tuttavia, poiché erano considerate “personale civile”, il governo statunitense si rifiutò di coprire le spese funebri.
Il programma WASP fu sciolto improvvisamente nel 1944, quando la vittoria era vicina e i piloti stavano tornando dal fronte, rivendicando i propri posti di lavoro.
I record delle WASP furono secretati e archiviati, e la loro storia rimase nell’ombra fino alla fine degli anni Settanta. Nel 1977, infatti, il presidente Jimmy Carter firmò una legge che riconosceva alle WASP lo status di veterane. Quasi trent’anni dopo, nel 2009, Barack Obama conferì loro la Medaglia d’Oro del Congresso, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti.

Ecco la storia delle WASP: donne che hanno servito silenziosamente, volando dove gli uomini non potevano arrivare, e che sono state poi dimenticate dalla storia e dall’attenzione pubblica. Non cercavano la gloria, ma soltanto il cielo; e anche se il mondo si è dimenticato di loro per decenni, ogni volta che un’aviatrice prende il volo, la loro eredità continua a volare più in alto di qualsiasi pregiudizio.
Alessandra Perrozzi

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