Tra reboot e spin-off, le serie TV del passato stanno tornando con nuovi personaggi o nuove trame

I reboot e gli spin-off sono due tecniche di narrazione molto utilizzate nel cinema e nelle serie TV per espandere o rilanciare un franchise.

Negli ultimi anni, la tv e le piattaforme streaming sembrano aver sviluppato una nuova ossessione: riportare in vita storie già conosciute invece di puntare su creazioni originali.

Tra reboot (letteralmente “riavvio”) e spin-off (“derivazione”), le serie del passato tornano con nuovi personaggi o trame rinnovate. Questa tendenza, favorita da servizi come Netflix e Disney+, si basa sulla strategia di puntare su titoli di successo per garantire un pubblico consolidato.

I reboot mirano a riavviare serie cancellate o concluse, adattandole ai gusti delle nuove generazioni, mentre gli spin-off approfondiscono personaggi o eventi già noti ai fan. Da un lato, queste operazioni consentono ai fan di continuare a seguire gli universi che amano; dall’altro, sollevano il dubbio sulla mancanza di idee originali per nuove storie.

Molti prodotti recenti si affidano alla nostalgia, riadattando ricordi dell’infanzia e attirando gli spettatori con personaggi familiari. Negli ultimi cinque anni, sono stati realizzati reboot di serie cult come iCarly, i Maghi di Waverly Place, Zoey 101 e altre che hanno segnato una generazione. Tuttavia, nonostante l’emozione che suscitano, molte di queste produzioni sono finite nel dimenticatoio, poiché il semplice richiamo alla nostalgia non garantisce il successo: trame poco coinvolgenti, temi banali e personaggi troppo diversi da come li ricordavamo.

Un esempio è il reboot di iCarly, che, a mio parere, è stato realizzato bene ma ha sofferto dell’assenza di una delle protagoniste più amate dal pubblico.

Per quanto riguarda serie rivolte a un pubblico più adulto, come Gossip Girl e Pretty Little Liars, i reboot hanno deluso le aspettative, tanto da essere cancellati dopo poco tempo. Si trattava di remake non necessari, dato che le serie originali erano già perfette così. Nonostante alcuni di questi reboot abbiano ottenuto ottimi risultati in termini di numeri, battendo record importanti (come nel caso de I Maghi di Waverly Place), il loro impatto emotivo e culturale è stato pressoché nullo.

Gli spin-off, invece, rappresentano un’altra realtà. Non mirano a stravolgere l’universo originale, ma a approfondirne determinati aspetti, creando maggiore curiosità tra i fan. Sono spesso basati sui personaggi più amati, contribuendo a mantenere vivo il franchise (un accordo di collaborazione tra due imprenditori indipendenti) nel tempo senza rischiare di rovinarlo.

Un esempio di successo è Berlino, spin-off de La Casa di Carta, focalizzato sul personaggio omonimo. Sebbene la prima stagione sia stata molto apprezzata, la seconda ha deluso le aspettative. Tuttavia, l’universo di questa serie, molto redditizio per Netflix, resta ancora molto attuale, con altri spin-off già annunciati.

Anche nel mondo Marvel, la creazione di nuovi spin-off è all’ordine del giorno. Tra questi, WandaVision ha riscosso enorme successo, raccontando le avventure di Wanda Maximoff, uno dei personaggi più amati dell’MCU. Loki, a mio avviso, rappresenta la miglior serie Marvel, poiché oltre a narrare la storia del personaggio, getta le basi per numerosi altri progetti.

Tra reboot e spin-off si può affermare che questi elementi sono diventati parte integrante dell’intrattenimento moderno. Pur essendo spesso motivati da ragioni commerciali, ottengono un grande successo iniziale. La vera sfida, però, sarà uscire da questa spirale di nostalgia e trovare nuove idee per costruire universi cinematografici originali.

Alessandro Barisano