Il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione e nel contrasto dei tumori

L'incontro è a conclusione del progetto inerente la prevenzione

Il 28 maggio 2026, le classi terze e quarte del Polo Liceale Mattioli si sono riunite nell’Auditorium per partecipare a un incontro dedicato alla lotta contro il cancro.

L’evento è stato aperto dalla presentazione della dottoressa Simona Marchetti, ex alunna della scuola, e del dottor Cristiano Fieni, entrambi ricercatori dell’Università di Chieti specializzati in anatomia patologica e immunooncologia.

Il focus del loro lavoro è studiare il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione e nel contrasto ai tumori.

La dottoressa Marchetti ha illustrato come funzionano le cellule tumorali: non sono corpi estranei, ma cellule sane che, a causa di mutazioni genetiche, smettono di rispondere ai meccanismi di controllo dell’organismo, “impazzendo”. Tra i fattori che favoriscono lo sviluppo di un tumore, ha spiegato, c’è la produzione di citochine pro-infiammatorie: se l’infiammazione diventa cronica, indebolisce le difese immunitarie e stimola la crescita tumorale. La ricerca si sta concentrando sull’inibizione di queste citochine, per permettere al sistema immunitario di riacquistare efficacia contro le cellule tumorali.

Successivamente, i ricercatori hanno presentato le innovazioni più promettenti nel campo della terapia oncologica, a partire dalle nanoparticelle. Si tratta di strutture microscopiche composte da un doppio strato fosfolipidico e un nucleo acquoso, prodotte grazie a sistemi di microfluidica. All’interno del nucleo viene inserita la proteina CRISPR, una “forbice molecolare” guidata da RNA (sgRNA), che scansiona il DNA e taglia le sequenze responsabili della produzione di citochine infiammatorie, “spegnendole”. Sulla superficie delle nanoparticelle vengono legati anticorpi specifici, progettati per riconoscere e colpire esclusivamente le cellule tumorali, evitando così danni alle cellule sane. I primi test in laboratorio e su modelli animali, come topi affetti da tumore alla prostata, hanno mostrato una significativa riduzione della crescita tumorale e delle metastasi ai polmoni e alle ossa, con un conseguente aumento della sopravvivenza.

Un’altra tecnologia discussa è l’Organ-on-chip, un dispositivo che simula i flussi biologici e i compartimenti cellulari del corpo umano attraverso canali microfluidici inseriti in una “chiavetta USB” di piccole dimensioni. Questo strumento permette di studiare l’efficacia delle terapie sia sul tumore primario sia sulle metastasi, aprendo nuove strade alla medicina personalizzata: in futuro, sarà possibile prelevare le cellule dal microambiente tumorale di un singolo paziente, inserirle nel chip e testare quale trattamento sia più efficace, riducendo le sofferenze e migliorando la qualità di vita.

Il dottor Fieni ha concluso ricordando ai giovani l’importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano. Ha sottolineato che non si tratta di privarsi di tutto, ma di trovare l’equilibrio tra alimentazione corretta e momenti di svago. La protezione solare, ha aggiunto, è fondamentale per prevenire il melanoma: proteggere tutte le zone esposte, comprese orecchie e collo, può fare la differenza, come testimonia l’aneddoto di una giovane ragazza che ha dovuto rimuovere parte del padiglione auricolare a causa di un melanoma.

Per quanto riguarda fumo e alcol, il dottor Fieni ha sfatato il mito secondo cui un bicchiere di vino al giorno sarebbe benefico: ha ricordato che non esiste una quantità sicura di consumo che non comporti rischi per la salute, invitando i ragazzi a essere consapevoli delle conseguenze di queste abitudini.

L’incontro si è concluso con una sessione di domande, che ha coinvolto attivamente gli studenti.

Eventi come questo sono fondamentali perché avvicinano la scienza ai giovani, trasformando nozioni teoriche in conoscenze pratiche e quotidiane. Permettono di scoprire tecnologie innovative e di comprendere che la prevenzione è una scelta di vita, importante quanto la ricerca in laboratorio. Ascoltare i giovani ricercatori aiuta a combattere la disinformazione e a ricordare che il futuro della salute si costruisce ogni giorno, unendo scienza e stile di vita consapevole.

Alessandro Barisano

Foto di Chiara Sassi