Elda Alvigini: il profondo indagato attraverso l’arma sottile e leggera dell’autoironia

"Inutilmentefiga" il nuovo romanzo di Elda Alvigini

Il Vasto D’Autore Festival porta nella meravigliosa cornice dei Giardini d’Avalos ospiti eccellenti.

Nella serata del 3 luglio, la più attesa è stata probabilmente l’attrice Elda Alvigini, volto storico de “I Cesaroni”.

“Inutilmentefiga” è un modo di vivere, è quando pensi di sapere cosa è giusto fare ma poi si rivela qualcosa di completamente sbagliato: ognuno può dire di sentirsi “inutilmentefiga” o “inutilmentefigo” ogni tanto.

Solo leggendo il titolo del nuovo romanzo di Elda Alvigini, riusciamo a tracciarne un profilo: l’irriverenza e la comicità che sono sempre state proprie dell’attrice, stavolta vengono trasmesse in un modo diverso, ma sempre con l’obiettivo di “raccontare una storia vera e contemporanea”.

La storia sovrappone fantasia e realtà; la protagonista Elda è costretta, alla fine della pandemia, a fare il punto della sua vita. Tra avvenimenti che la porteranno a rivangare il passato e sprazzi di realtà burlesca, si tesse la trama di un romanzo di auto-fiction sempre pronto a sorprendere.

In realtà, “Inutilmentefiga” era stato associato a uno spettacolo teatrale messo in scena al Piccolo Eliseo di Roma molti anni prima; nonostante l’assonanza, “lì c’era un’altra esigenza”. Come spiega l’autrice, lo spettacolo serviva a emanciparla dal personaggio che si era creata ne “I Cesaroni”, dimostrando di avere stoffa anche da solista. D’altra parte, il romanzo nasce da nuovi pensieri, dall’idea che “le persone possono essere più cose”: il motore della scrittura è stato il sentirsi non rappresentata nei soliti stereotipi sociali che si creano quando qualcuno esce dal seminato e osa costruirsi da sé.

“La scrittura — afferma l’Alvigini — è una cosa che mi è sempre appartenuta; tutti i miei spettacoli teatrali sono scritti da me.” La scrittura del romanzo, infatti, non si discosta dalle sue consuete attività, poiché ciò che la muove è sempre una costante: esprimersi e ascoltare se stessa. Come lei stessa afferma: “il mio scrivere è una declinazione del recitare,” tanto che si sorprende di aver scritto così tardi il suo primo romanzo.

Nel raccontare la sua vita, Elda Alvigini finisce per parlare del rapporto che ha con la fama; ringrazia moltissimo la serie “I Cesaroni”, senza la quale non sarebbe riuscita a raggiungere tutti i suoi obiettivi. Eppure, si rende benissimo conto che “il successo poteva capitare a te, come a un altro”, non sono solo la bravura e il talento che contano, ma spesso anche la fortuna. Nel corso di una stessa carriera, la fama può abbandonarti e ritrovarti più volte, l’unico mezzo che abbiamo è la tenacia che ci permette di non rassegnarci.

Con la stessa allegria che la contraddistingue, racconta il suo provino per “I Cesaroni”, sottolineando che era ampiamente fuori dal profilo richiesto e che è riuscita a superare l’audizione solo grazie a diversi colpi di fortuna.

L’imprevedibilità è stata al centro di numerosi spunti di riflessione durante la serata, offrendo un importante messaggio per i giovani: nulla si ottiene immediatamente, e per raggiungere obiettivi significativi è necessario seguire un percorso. Come sottolinea Elda Alvigini, “un sì arriva dopo centocinquanta no”, un insegnamento che ci invita a non scoraggiarci né a colpevolizzarci, poiché molte variabili sono al di fuori del nostro controllo.

Gabriele Scarpone