“Figuriamoci”: la rivoluzione silenziosa dell’albo illustrato che unisce il cammino interiore di grandi e piccini

Ci sono immagini che non si limitano a mostrare la realtà, ma la fondano, offrendo al nostro sguardo la mappa di un'innocenza e di una profondità mai perdute.

​Sotto il cielo estivo del 4 luglio, i giardini di Palazzo d’Avalos a Vasto si sono trasformati in una radura dell’anima, un porto silenzioso e fecondo dove la parola e il disegno si sono fusi per dare vita a “Figuriamoci“. Inserito nella cornice del festival “Vasto d’Autore”, questo piccolo ma rivoluzionario festival dell’albo illustrato si configura non come un semplice intrattenimento, ma come un autentico atto politico ed esistenziale: il tentativo di restituire centralità alla bellezza e alla consapevolezza in un’epoca dominata dal rumore visivo.

Ideato da Luana Ciffolilli, libraia della Mondadori Bookstore Vasto con quindici anni di cammino tra le pagine e affinata da un percorso di master nell’editoria per l’infanzia, l’iniziativa nasce da una riflessione profonda sulla necessità di discernimento. Se l’editoria per i più piccoli vive oggi una stagione straordinariamente prolifica, la vertigine dei grandi numeri rischia spesso di sommergere il valore; “Figuriamoci” si pone così come un presidio di resistenza poetica, un invito a educare lo sguardo per imparare a scegliere in autonomia la qualità, riscoprendo quell’armonia segreta che abita le grandi narrazioni visive.

​La serata ha toccato le corde più intime della condivisione comunitaria.

Le storie, evocate ad alta voce dalle volontarie del Progetto Locale Rete del Vastese del programma nazionale Nati per Leggere — espressione del presidio dell’Istituto Omnicomprensivo Ridolfi di Monteodorisio —, sono diventate filamenti invisibili capaci di legare generazioni diverse. In questo spazio di pietra e foglie, la letteratura per l’infanzia si è spogliata definitivamente di ogni intento paternalistico per farsi specchio creaturale dell’umano, un luogo in cui il bambino e l’adulto si scoprono ugualmente fragili e ugualmente stupiti di fronte al mistero del racconto.

​La vera spinta filosofica della serata si è compiuta tuttavia nell’incontro con l’inclusione più pura, grazie alle letture in C.A.A. (Comunicazione Alternativa Aumentativa) curate da Alessandra D’Aurizio per le bambine e i bambini dai 4 anni. L’introduzione di questo linguaggio universale non ha rappresentato una semplice scelta metodologica, bensì l’apertura di una feritoia democratica attraverso cui ogni barriera comunicativa viene scardinata. Tradurre l’albo illustrato attraverso canali alternativi significa riconoscere che il diritto alla bellezza e alla comprensione profonda non ammette esclusioni; la pagina diventa così una casa dalle porte aperte, in cui il segno grafico si fa carne, cura e ponte verso l’altro. In questa dimensione, l’albo di qualità cessa di essere un oggetto di consumo e si rivela per ciò che è sempre stato: uno strumento di democrazia spirituale, capace di offrire a chiunque le parole e i simboli per nominare il proprio mondo interiore.

​L’orizzonte di “Figuriamoci”, del resto, guarda lontano, muovendosi verso un futuro in cui la formazione diventi l’asse portante per genitori, insegnanti e appassionati. L’albo illustrato non è un recinto confinato alla prima infanzia, ma una forma letteraria totale che parla all’adulto, costringendolo a decifrare la complessità attraverso la purezza della sintesi tra testo e illustrazione. L’ambizione a lungo termine del progetto è proprio questa: colonizzare lo sguardo del mondo adulto, scuotendolo dal torpore della fretta e offrendogli la possibilità di abitare nuovamente le proprie contraddizioni con la grazia leggera e profonda di un disegno ben fatto. Perché, in fondo, curare la transizione tra le pagine significa prendersi cura del domani, seminando domande fertili laddove la quotidianità impone risposte preconfezionate.

L’albo illustrato è lo specchio che ci rimanda l’immagine di ciò che siamo stati e di ciò che non dobbiamo smettere di cercare nel buio.

                       Julia Di Paolo