Vasto, 4 luglio 2026 – La serata è stata caratterizzata da uno dei momenti più emozionanti con la cerimonia di consegna dei premi della seconda edizione del Premio Vasto d’autore Festival-Metamer, competizione dedicata agli studenti delle scuole superiori della città di Vasto. Il premio, che rappresenta un’importante occasione per le giovani generazioni di condividere le proprie riflessioni e stimolare un confronto coinvolgente su questioni di grande rilevanza attuale, ha avuto come leitmotiv il tema del festival: “DENTRO”.
Hanno partecipato moltissimi studenti che hanno realizzato elaborati carichi di emozioni, basandosi sugli incipit di due opere dello scrittore Matteo Porru, che è anche presidente della giuria.
A conquistare il primo premio sono stati Domenico Di Florio e Federico Della Penna, della classe 1ª A SA del Polo Liceale Mattioli, con il racconto “Un istante, quel blu”. Il riconoscimento prevede la partecipazione ai Dialoghi di Trani, in programma dal 17 al 20 settembre.
Il secondo premio è stato consegnato a Nicola Sacchetti e Mattia Sticca, della classe 1B del Polo Liceale Mattioli, con il racconto “Davanti a sé”.
Il terzo premio è stato consegnato a Maria Benedetta Valentini, della classe 3A del Pantini Pudente.
Conclude la serata Matteo Porru, con un discorso sul Mito della Caverna di Platone, illustrando come il filosofo si riferisse a Socrate e al suo pensiero sui giovani, ritenuti figure centrali e vitali.
“Socrate muore, sacrificando il bene più prezioso che possiede, affinché i giovani possano emergere”. Il giovane che mette in discussione la vita nella caverna e scopre cosa si cela al di fuori, è desideroso di condividere questa scoperta, ma viene ostacolato e rinchiuso.
Nel racconto originale, si utilizza il verbo greco ‘τυγχάνω’, che significa ‘succedere’ o ‘accadere’ senza una causa apparente. “E’ difficile far succedere le cose e renderle universali; la verità profonda è che tutto ciò richiede qualcosa di molto più profondo di quanto ogni caverna possa offrire”. Spesso, invece, tendiamo a controllare tutto, impedendo alle cose di accadere. Ma questa non è la strada da seguire.
L’invito, quindi, è a lasciar andare, ad accogliere ciò che accade, con la consapevolezza che il nostro mondo interiore è condiviso e che, talvolta, è necessario mostrarlo.
Chiara Sassi











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