“Duramadre” di Erica Cassano: un viaggio verso la libertà e la riscoperta di sé

Erica Cassano è riuscita a trasformare in realtà il suo sogno di diventare scrittrice

Vasto, 5 luglio 2026 – Erica Cassano presenta il suo secondo romanzo, “Duramadre”, durante l’ultima serata di Vasto D’Autore Festival.

L’autrice affronta il desiderio di libertà e di riscoperta di sé stessa, temi che si scontrano con gli ideali di un paesino calabrese del secondo dopoguerra.

Il titolo “Duramadre” possiede diversi significati: innanzitutto la duramadre del cervello, che è ritenuta la sineddoche del pensiero e non solo una parte anatomica del corpo; la durezza dell’essere madre, vista soprattutto da parte dei figli; e infine la dura madre terra, che fa riferimento all’ambientazione del libro, nella Calabria degli anni ‘60, Paese Nuovo, un paese che vuole restare fermo e attaccato alle tradizioni, simbolo di molti paesi italiani.

L’autrice approfondisce la caratterizzazione dei personaggi attraverso un lavoro su due linee temporali: il presente e il passato. Questa struttura narrativa permette di scoprire le storie dei protagonisti in modo completo e dettagliato, offrendo una lettura a 360 gradi.

Tra i temi trattati nel romanzo, spiccano le maledizioni, definite “potenzialmente infinite” e spesso usate come giustificazione per allontanarsi dalle responsabilità. La più significativa è quella dell’infelicità, che sembra condannare i personaggi a un’esistenza insoddisfatta, senza scampo. Cassano riflette anche sulla condizione femminile dell’epoca, evidenziando come le donne fossero private di molti diritti. Nel libro, infatti, si narra di Lisa, sorella minore di uno dei protagonisti, che percepisce la distanza dal fratello all’arrivo del menarca.

“È proprio quel sangue che non potrà farmi essere uguale a mio fratello.”

Erica Cassano conclude il suo intervento con una riflessione sulla felicità, che non è semplicemente soddisfazione personale, ma un sentimento legato a un senso di appartenenza: avere una “terra” a cui tornare, un luogo fisico e simbolico di riconoscimento. Una definizione che si intreccia profondamente con il messaggio del suo romanzo.

Chiara Sassi