Vasto, 5 luglio 2026 – La serata di chiusura della quinta edizione del Festival Vasto d’Autore si è trasformata in una vera e propria celebrazione della cultura, mescolando dibattiti scientifici, narrativa contemporanea e un omaggio musicale al Maestro Franco Battiato.
Sotto la guida della direttrice culturale Patrizia Angelozzi, l’evento ha confermato il suo successo grazie a un percorso partecipato che ha coinvolto attivamente la comunità locale. La serata si è aperta con un momento di ringraziamenti collettivi sul palco, durante il quale Patrizia Angelozzi ha rivolto un plauso all’intera squadra organizzativa: dall’ufficio stampa ai videomaker, dai fotografi ai volontari, autentici protagonisti della perfetta gestione logistica e dell’accoglienza degli ospiti.
Il primo autore a salire sul palco è stato Giuseppe de Alteriis, originario di Napoli ma con forti legami familiari a Vasto. Laureato in ingegneria dell’automazione, vanta un master in Neural Engineering a Pisa e un dottorato in neuroscienze computazionali a Londra. In dialogo con la neuropsichiatra Paola Battista, ha presentato la sua opera prima, “Non dormire e sogna”, già vincitrice del Premio “POP”.
Durante l’incontro, De Alteriis ha spiegato come il romanzo sia nato dal desiderio di creare un ponte tra il rigore della scienza e la narrativa. Ambientato a Napoli, il racconto ha come protagonisti due giovani di nome Peppe: “Peppe il sorcio”, oppresso dall’ansia da prestazione e dalla dipendenza dai social, e “Peppe il cane”, uno scienziato che, in un centro di ricerca americano, sviluppa il Neuro Sleeper. Questo elettrodo cerebrale, ispirato dal sonno degli emisferi dei delfini e degli uccelli migratori, permette agli esseri umani di eliminare il bisogno di dormire, mantenendo un costante stato di iperproduttività.
Dopo aver illustrato i personaggi, l’autore ha lanciato una riflessione profonda sul concetto di performance e sull’urgenza per gli scienziati moderni di intraprendere una missione etica, morale e politica di fronte alle sfide della tecnologia, come l’intelligenza artificiale.
Successivamente, la scrittrice e critica letteraria Giulia Ciarapica ha introdotto sul palco Erica Cassano. Dopo il successo del suo debutto a livello nazionale con “La grande sete”, l’autrice ha presentato il suo secondo romanzo, “Duramadre”. La Cassano ha spiegato che il titolo possiede molteplici significati: è una sineddoche del pensiero libero, richiama la durezza della terra calabrese – ambientato nell’entroterra calabrese degli anni ’60, durante il boom economico – e rappresenta anche la complessità del ruolo materno.
Il romanzo narra le vicende di Celeste, giovane insegnante alle prese con la realtà chiusa del “Paese Nuovo”, e della famiglia di Tonio, dominata dalla figura forte e complessa di Laura. L’autrice ha illustrato il particolare metodo narrativo adottato, caratterizzato da un’alternanza tra il presente e continui flashback nel passato remoto, al fine di svelare l’umanità, i segreti e le “maledizioni” psicologiche dei personaggi.
Al termine dell’ intervento di Erica Cassano, l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Vasto, Nicola Della Gatta, ha portato il suo saluto istituzionale. L’esponente comunale ha espresso grande orgoglio per questa quinta edizione, definendola un importante punto di ripartenza capace di superare “l’involucro estivo” e di coinvolgere le scuole e gli studenti.
La serata si è conclusa con un atteso e suggestivo omaggio a Franco Battiato, a cinque anni dalla sua scomparsa. Il giornalista di Rai Due, Adriano Monti Buzzetti Colella, ha dialogato con Giorgio Calcara, curatore e saggista del romanzo corale “Battiato svelato”. Monti Buzzetti ha introdotto Battiato come il musicista “totale” che ha saputo mostrare il “dentro” delle cose al pubblico di ogni generazione. Giorgio Calcara, che ha curato in passato anche una grande mostra dedicata all’artista al MAXXI di Roma, ha disegnato un ritratto inedito e lontano dagli stereotipi del cantautore siciliano: un uomo ironico, generoso, eclettico (pittore, editore, illustratore) e vero e proprio pioniere della musica elettronica europea ancor prima di colossi internazionali come i Pink Floyd o i Kraftwerk. Attraverso aneddoti personali ed editoriali, l’incontro ha mostrato come Battiato sia riuscito nel miracolo di unire l’alto e il basso, trasformando concetti filosofici, misticismo sufi e letteratura in canzoni pop immortali capaci di attraversare indenni il tempo.
Alessandro Barisano

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