World Heart Day e i segreti del cuore

E se il cuore non fosse poi così bravo a mantenere i segreti?

Basta una notizia inaspettata o anche solo il pensiero di una preoccupazione che riemerge dall’angolo della nostra mente in cui l’avevamo relegata: il battito accelera, il respiro si fa diverso, il petto sembra stringersi.

Ma se le emozioni nascono dalla mente, allora perché le sentiamo ogni giorno così chiaramente nel nostro corpo?

Il 29 Settembre di ogni anno si celebra in tutto il mondo il World Heart Day, giornata per la sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione di malattie cardio-celebrovascolari. Infarto e ictus sono riconosciute come i killer numero uno al mondo e, solo in Italia, sono responsabili del 35% dei decessi.

Per portare avanti questa causa sono state fondate, tra il 1990 e il 2000, numerose organizzazioni come la Fondazione Italiana per Il Cuore e la Fondazione per il tuo Cuore dell’ANMCO.

Quando si parla di prevenzione cardiovascolare, le prime parole che vengono in mente sono sempre le stesse: colesterolo, fumo, diabete e sedentarietà. Ma c’è, tuttavia, un altro fattore che svolge un ruolo centrale e davanti al quale abbiamo sempre chiuso un occhio di troppo: la salute mentale.

E’ noto che lo stress psicologico è strettamente collegato alle condizioni di salute cardiovascolari. Circa 1 paziente su 3, con questo tipo di patologie, sviluppa forme severe di ansia e depressione che causano un peggioramento della prognosi e un dimezzamento dell’aderenza alle cure mediche.

Stati prolungati di stress emotivo possono alterare i fattori che regolano la coagulazione del sangue, aumentando il rischio della formazione di trombi. Talvolta possono anche essere scatenate risposte autoimmunitarie che in pazienti affetti da arteriosclerosi peggiorano la situazione.

Com’è possibile che le nuvole della tempesta della nostra mente siano così forti da far arrivare pioggia e lampi fino al cuore?

Quando viviamo una situazione stressante, l’interpretazione di quello stimolo porta all’attivazione di una risposta di allerta. In questo processo entra in gioco il sistema nervoso simpatico, una parte del sistema nervoso autonomo che prepara l’organismo a reagire rapidamente. Le ghiandole surrenali rilasciano adrenalina e noradrenalina, contribuendo ad aumentare la frequenza cardiaca e a rafforzare le contrazioni muscolari. Talvolta questi segnali possono anche ingannare i nostri sensi, facendoci percepire una frequenza cardiaca più accelerata anche in assenza di un reale aumento. Tutto questo fa parte di una risposta fisiologica detta “fight or flight response”.

Il problema, quindi, non è che il cuore reagisce allo stress, ma che lo stress non è stato progettato con un semplice tasto di spegnimento.

Questo processo, allo stesso tempo, non è una strada a senso unico: il nostro cervello esamina in ogni momento della giornata ciò che accade all’interno del corpo. Dal battito cardiaco alla frequenza respiratoria, dalla temperatura alla tensione muscolare, la nostra mente funziona come un archivio di informazioni e registra ogni singolo valore.

A questa capacità di percezione ed interpretazione dei segnali interni dell’organismo diamo il nome di interocezione.

Questo significa che non è soltanto il cervello a modificare il battito cardiaco attraverso il sistema nervoso, ma gli stessi segnali che riceve la nostra mente contribuiscono a variare il modo in cui percepiamo ciò che ci sta accadendo e che accade intorno a noi.

La comunicazione, quindi, procede in entrambe le direzioni: dal corpo al cervello e dal cervello al corpo.

Il cuore, quindi, non vive separato dal resto dell’organismo, così come la salute fisica non è indipendente da quella mentale. Stress, ansia e depressione non sono situazioni da lasciare fuori dalla discussione quando si parla di prevenzione cardiovascolare.

Prevenire una malattia cardiovascolare non significa solo controllare il colesterolo e fare attività fisica. Significa imparare ad ascoltare il proprio corpo e a non ignorare ciò che cerca di dirci.

Forse è proprio per questo che il nostro cuore non sa mantenere i segreti: continua a parlare anche quando vorremmo restare in silenzio.

Paola Di Fazio