Dal 14 al 21 Settembre 2026, 7 ragazzi del Polo Liceale Mattioli hanno vissuto una magnifica esperienza, partecipando al progetto Erasmus+ in Ungheria, nella città di Eger. Gli alunni sono stati accompagnati dalle professoresse Di Iorio e Addeo e sono stati accolti dalla scuola “Andrássy György Katolikus Közgazdasági Technikum, Gimnázium és Kollégium”. Alcuni sono stati ospitati dalle gentilissime famiglie locali, mentre altri hanno alloggiato nel dormitorio della scuola insieme ai propri compagni ungheresi, ma hanno comunque potuto conoscere e dormire a casa della propria famiglia ungherese ospitante durante il weekend.
Durante la permanenza, gli studenti hanno seguito il programma organizzato dalla scuola, ricco di progetti e attività collettive volte a conoscere la scuola ospitante, la cultura e le tradizioni del luogo e a potenziare le discipline STEM .
Grazie al tour guidato della scuola, hanno potuto osservare diverse particolarità e curiosità dell’Istituto. Il nome completo dell’istituto, “Andrássy György Katolikus Közgazdasági Technikum, Gimnázium és Kollégium”, sebbene molto lungo, non è stato sempre quello attuale. Nel corso degli anni, infatti, il nome è stato modificato numerose volte. Per ricordare tutti i nomi adottati nel passato, nella sala d’ingresso dell’edificio è stata collocata una lunga lastra di marmo su cui sono incisi tutti i nomi precedenti della scuola e le relative date di adozione.
Un’altra curiosità è che dispongono di una cucina che gli studenti possono utilizzare e in cui possono svolgere lezioni con un insegnante dedicato: a volte, alla fine dell’anno, si svolge persino un test di cucina! All’interno della scuola c’è anche una biblioteca in cui i ragazzi, durante le vacanze estive, possono prendere gratuitamente i loro libri scolastici. Alla fine dell’anno dovranno restituire alla biblioteca i libri su cui non hanno scritto.
Gli studenti italiani, grazie alle escursioni guidate organizzate dalla scuola, hanno potuto esplorare la città di Eger e i suoi dintorni, visitando luoghi come il Castello di Eger, la grotta dell’uomo preistorico a Szilvásvárad e la Camera Obscura. Quest’ultima ha un funzionamento molto particolare: si tratta di una stanza buia con un foro sul soffitto che proietta sulla superficie del tavolo al centro della stanza l’immagine del mondo esterno. Quella di Eger è la più antica della regione dell’Europa continentale.
Oltre alle visite organizzate dalla scuola, anche i ragazzi ungheresi hanno portato gli italiani a scoprire posti, come la famosissima Basilica della città e Il Palazzo dell’Arcivescovo. Gli studenti hanno potuto immergersi all’intero della storia della città e del Paese, e, partendo dalla conoscenza del passato, capire le tradizioni e la società del presente. La città di Eger è profondamente segnata dal leggendario assedio del suo castello nel 1552. Durante questa storica battaglia, una piccola guarnigione di circa 2.000 difensori ungheresi riuscì a respingere l’imponente esercito dell’Impero Ottomano, composto da circa 40.000 soldati. Questa vittoria miracolosa rappresenta uno dei più grandi orgogli della comunità locale, tanto che ogni giorno, alle 15:52, viene sparato un colpo di cannone cerimoniale per celebrare quell’evento storico.
Ma il progetto non ha riguardato solo visite e storia. Un’altra importante parte dell’esperienza è stato l’apprendimento delle competenze STEM (science, technology, engineering and mathematics), attraverso diversi laboratori organizzati dalla scuola. Per esempio, sono stati utilizzati i visori per la realtà aumentata per osservare le ossa e le varie parti del corpo umano. Oppure sono stati adoperati dei robot a forma di sfera per imparare la programmazione “a blocchi”. E’ stato anche organizzato un laboratorio di scienze con tantissime attività incentrate sulla densità dei corpi.
Il vero fiore all’occhiello della scuola è il cosiddetto “angolo creativo”: una stanza dedicata totalmente alla creazione, con particolari macchinari come stampante 3D, tagliatore laser per il legno e termopressa per tazze. Quest’ultima è stata utilizzata dagli studenti per realizzare le proprie tazze personalizzate , il cui design è stato completamente ideato da loro.
L’esperienza è risultata interessante sia dal punto di vista didattico che personale, permettendo agli studenti di immergersi completamente in una realtà diversa dalla loro e regalando momenti e ricordi unici.
Andrea Marletta
Foto di Andrea Marletta















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