Il 17 ottobre 1969, i Led Zeppelin consacrarono la propria ascesa nell’olimpio della musica tenendo due storici concerti alla Carnegie Hall di New York: il primo alle 20.30 e il secondo a mezzanotte. Per comprendere la portata di quell’evento, basti pensare che la Carnegie Hall, progettata dall’architetto William Burnett Tuthill in muratura e legno, era famosa per un’acustica impeccabile che non richiedeva amplificazione elettronica. In quel tempio della cultura avevano risuonato non solo le voci di figure storiche come Albert Einstein e Martin Luther King Jr., ma anche le note dei Beatles e dei Rolling Stones; prima dei Led Zeppelin, proprio i Rolling Stones erano stati l’unico gruppo ad avervi portato l’energia del rock.
Unire il proprio nome a un luogo così iconico dimostrò fin da subito la grandezza dei Led Zeppelin. Formati nel 1968 e attivi fino al 1980, i Led Zeppelin sono stati una delle band di maggior successo ed impatto nella storia del rock britannico e mondiale. Con un organico leggendario, composto da Robert Plant alla voce, Jimmy Page alla chitarra, John Paul Jones al basso e alle tastiere, e John Bonham alla batteria , il gruppo ha attraversato un’era pubblicando un catalogo di 22 album con etichette storiche come l’Atlantic, la Rhino e persino la propria etichetta fondata su misura, la Swan Song.
La loro forza travolgente si rifletteva persino nel nome che scelsero di darsi. “Led Zeppelin” nasce infatti come un’ironica rivisitazione del modo di dire inglese “to go over like a lead balloon” (fallire miseramente, come un “pallone di piombo”). Sostituendo la parola balloon con zeppelin (il maestoso dirigibile rigido), la band creò una metafora perfetta per la propria musica: pesante e imponente come il piombo, ma capace di volare altissimo.
Nonostante lo straordinario successo, la storia dei Led Zeppelin fu segnata anche da ombre profondo e tragici eventi che ne alimentarono il mito. Nel 1977, durante una tournée negli Stati Uniti, il tragico lutto per la morte del figlio di Robert Plant, causata da un’infezione allo stomaco, portò la band a un passo dallo scioglimento. Questo dramma, unito al celebre interesse del chitarrista Jimmy Page per l’occulto, spinse molti fan e media a parlare di una vera e propria “maledizione” sulla band.
Il gruppo riuscì a resistere per qualche altro anno, ma il destino infranse definitivamente il percorso dei Led Zeppelin nel 1980. In quell’anno, durante le prove per un nuovo tour, il batterista John Bonham arrivò pesantemente ubriaco e continuò a bere fino a sera nella casa di Page; la mattina seguente venne trovato morto, soffocato nel sonno. La perdita del loro inimitabile batterista segnò la fine inevitabile e definitiva della carriera dei Led Zeppelin, chiudendo per sempre uno dei capitoli più straordinari e drammatici della storia del rock.
Giulia De Simone

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