Nelle Sale Chablese dei Musei Reali di Torino, si può visitare l’esposizione di oltre 200 fotografie scattate da Jessica Lange.
Chi è Jessica Lange? Jessica Lange è un’attrice, fotografa ed ex modella con una biografia affascinante. Nata a Highways 61, in Minnesota, ha intrapreso gli studi in arte e fotografia all’Università del Minnesota, prima di decidere di lasciare il college per intraprendere un’avventura che la porterà a viaggiare in lungo e in largo per gli Stati Uniti e il Messico, armata solo di un camioncino.

Jessica Lange
Successivamente si trasferisce a Parigi per approfondire i suoi studi, dove viene notata dall’ illustratore di moda Antonio Lopez, che la introduce nel mondo della moda, facendola diventare modella per l’agenzia Wilhelmina.
Nel 1973 fa ritorno negli Stati Uniti, dove inizia a lavorare come cameriera. È proprio in questo periodo che viene scoperta dal leggendario produttore Dino De Laurentiis, il quale le offre un ruolo nel remake di “King Kong”. Da quel momento, la sua carriera decolla, portandola a recitare in una serie di film di successo, tra cui “American Horror Story” e “Big Fish – Le storie di una vita incredibile”.
Lange continua a essere una figura di spicco nel panorama cinematografico, affermandosi come una delle attrici più talentuose della sua generazione.
La sua mostra è articolata in otto sezioni, ciascuna delle quali offre uno sguardo unico sulla sua arte e sulle esperienze che l’hanno influenzata. Si apre con la sezione dedicata all’Highways 61, un omaggio non solo alla sua città natale, ma anche a questa leggendaria strada che incarna un viaggio profondo e simbolico. Si prosegue con i suoi ricordi del Messico e con Dervé, dove esplora la vita a New York durante la pandemia.
Segue una selezione di scatti dietro le quinte della sua partecipazione a “American Horror Story”, che offre uno spaccato intrigante del suo mondo creativo. La sezione “Gesti” si concentra su piccole gestualità quotidiane che rivelano la bellezza nei dettagli più semplici. Troviamo poi “Paesaggi”, un’evocativa riflessione sull’isolamento nel sud degli Stati Uniti. La sezione “Presenze del passato” rievoca memoria e nostalgia. La mostra si conclude con “Mondo”, che invita a una contemplazione globale e inclusiva.
Giulia De Simone

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