Pablo Picasso nasce a Malaga nel 1881 da padre pittore. Secondo la madre, le sue prime parole furono inerenti all’arte, con un’abbreviazione di lapis.
Nel suo percorso artistico fu sostenuto soprattutto dal padre, il quale finanziò l’apertura del suo primo atelier a Barcellona nel 1896. Nel corso degli anni, l’artista aprì numerosi altri studi, i cui spostamenti segnarono l’inizio e la fine delle diverse fasi creative che analizzeremo a breve. Di fondamentale importanza fu il 1897, anno in cui cominciò a frequentare “Els Quatre Gats”, un celebre caffè-birreria punto di ritrovo degli artisti dell’epoca.

Il 1900 segna l’inizio del cosiddetto Periodo Blu, inaugurato da un primo viaggio a Parigi e segnato dal tragico suicidio dell’amico Carlos Casagemas. Le opere di questa fase sono caratterizzate da una palette fredda, dominata dalle sfumature del blu e dell’azzurro, e ritraggono soggetti malinconici, poveri ed emarginati. Tra le tele più rappresentative di questo periodo spicca “La Vita”.
La sua palette si ravvivò in seguito all’incontro con la sua prima musa, Fernande Olivier. Questo momento segnò la transizione verso il Periodo Rosa, caratterizzato da tonalità più calde e dalla presenza di soggetti legati al mondo del circo, come saltimbanchi e arlecchini.
Nel 1906 si tenne a Parigi una mostra retrospettiva in omaggio a Paul Cézanne, recentemente scomparso, che impressionò profondamente Picasso. La lezione di Cézanne, basata sull’idea che ogni forma della natura potesse essere ricondotta a figure geometriche, unita al fascino per le maschere e i volti dell’arte africana, portò alla nascita del Proto-cubismo.

Capolavoro emblematico di questo momento di svolta è “Les Demoiselles d’Avignon” (1907). Da qui, la corrente cubista si evolverà principalmente attraverso la stretta collaborazione con Georges Braque, articolandosi in due fasi fondamentali: il Cubismo analitico, caratterizzato dalla scomposizione quasi totale delle forme e degli oggetti, e il Cubismo sintetico, in cui la realtà viene ricomposta incorporando materiali eterogenei tramite la tecnica del collage.
In seguito ai suoi viaggi in Italia e all’incontro con la ballerina Olga Khokhlova, conosciuta a Roma durante la collaborazione con i Balletti Russi e diventata poi sua prima moglie, si assiste al cosiddetto “ritorno all’ordine”, caratterizzato da una pittura più classica e figurativa.
Dieci anni più tardi, nel 1937, Picasso darà vita al suo capolavoro più celebre e iconico: “Guernica”.

Morì nel 1973 a circa novant’anni.
Dando uno sguardo alla sua immensa eredità, Picasso lascia una produzione stimata in circa 40.000 opere, tra dipinti, sculture, incisioni e ceramiche, che continuano a dominare il mercato dell’arte a livello globale. Molti di questi capolavori sono oggi custoditi nei più importanti musei del mondo, mentre altri fanno parte di collezioni private tramandate tra gli eredi dell’artista.
Giulia De Simone

0