Il World Vegan Day è stato istituito ufficialmente in Inghilterra nel 1994 per celebrare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Vegan Society. L’associazione nacque in seguito a una riunione convocata da Donald Watson, il quale coniò la parola “vegan” unendo le prime tre e le ultime due lettere della parola inglese vegetarian (veg-an), a simboleggiare che il veganismo rappresenta l’inizio e la continuazione logica del vegetarianismo.
Essere vegani vuol dire una cosa molto semplice: cercare di non fare del male agli animali e non sfruttarli. E non riguarda solo quello che mettiamo nel piatto, ma anche quello che indossiamo.
Circa il 90% del cibo di origine animale arriva dagli allevamenti intensivi: posti in cui gli animali vivono chiusi in spazi piccolissimi, nati solo per farli crescere in fretta e sfruttarli il più possibile. Scegliere l’alternativa vegetale è un piccolo gesto che per loro fa una grandissima differenza.
Fermiamoci un attimo a riflettere: ogni anno in Italia vengono uccisi circa 630 milioni di animali. Significa più di dieci a testa, per ognuno di noi. Ma la questione non è solo etica. Tutto questo sistema ci costa qualcosa come 37 miliardi di euro all’anno tra danni ambientali e sociali. Una cifra enorme che si potrebbe investire in cose che ci toccano da vicino ogni giorno, come una sanità pubblica che funzioni davvero invece di cadere a pezzi.
In Italia la politica non è certo dalla parte dei vegani. Nel 2023 sono uscite campagne pubblicitarie per sminuire la scelta vegetale e promuovere solo carne e formaggi come “vera italianità”. Più di recente, sono arrivate persino le multe per chi usa parole come “latte” o “latticini” sulle etichette dei prodotti vegetali.
La bella notizia è che ognuno di noi può fare la differenza. Oggi scegliere un’alimentazione vegetale è facilissimo: basta aprire TikTok o Instagram per trovare tantissime ricette e consigli alla portata di tutti. Il primo passo? Informarsi bene per capire cosa succede davvero attorno a noi e fare le nostre scelte in libertà.
Giulia De Simone

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