Durante lo scambio con la Cambridge International school (CIS) di Tashkent in Uzbekistan, abbiamo avuto l’opportunità di esperire un tipo diverso di vita scolastica.
Siamo stati fin da subito immersi in un ambiente multiculturale, con studenti da ogni parte dell’Asia e del mondo accomunati dalla lingua, l’inglese, e un forte senso di appartenenza alla comunità scolastica, nella quale ci hanno accolti calorosamente e con profonda disponibilità.
Il sistema scolastico del CIS, a confronto con quello italiano, presenta delle differenze: gli studenti hanno la possibilità di scegliere i corsi che preferiscono seguire all’inizio dell’anno, fatta eccezione per poche materie; questo da l’opportunità agli studenti di approfondire da subito le materie in cui si voglio specializzare. Inoltre, le stesse lezioni sono molto diverse, durano 40 minuti, in modo da sfruttare al meglio la concentrazione degli studenti che potrebbe calare a causa di lezioni eccessivamente lunghe, e promuovono una partecipazione attiva degli studenti con, ad esempio, confronti e flipped classroom.
È stato anche piacevole provare la mensa scolastica: nel momento dello snack, a metà mattinata, e in quello del pranzo, hanno tempo di ricrearsi e recuperare al meglio le energie per affrontare le lezioni seguenti, grazie alle lunghe pause concesse, quaranta minuti per pausa. Inoltre hanno cinque minuti tra una lezione e l’altra per spostarsi tra le classi.
Un ruolo molto importante nella vita scolasti del CIS le manifestazioni sportive sono organizzate molto bene, tutti i ragazzi, da tenera età fino all’ultimo anno, scelgono di partecipare ad una delle quattro casate presenti nella scuola che sono contrassegnate ognuno da un colore specifico. Noi studenti italiani abbiamo deciso di prendere parte alla
squadra degli Sharks rappresentati dal colore blu, con la squadra abbiamo partecipato ad un torneo di tiro alla fune, vinto di misura contro i rivali. Alla fine della manifestazione abbiamo alzato la coppa, è stato un momento importante di condivisione per tutti gli studenti e saremmo molto contenti di promuovere questo tipo di iniziativa nella nostra scuola.
L’esperienza vissuta in Uzbekistan è stata quindi molto formativa, non solo dal punto di vista accademico, ma anche personale. Abbiamo avuto l’occasione di intraprendere un dialogo interculturale con studenti internazionali, costruire nuove relazioni e comprendere appieno la cultura di un paese molto lontano dal nostro.
Antonio Bevilacqua
Letizia Mastronardi
Mattia Ronzitti


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