L’8 settembre abbiamo avuto l’opportunità di visitare la sede dell’ambasciata italiana in Uzbekistan.
Si è creato un momento di incontro e scoperta: tra le due bandiere, sale solenni e racconti di vita diplomatica, noi ragazzi abbiamo potuto toccare con mano cosa significhi rappresentare il proprio Paese oltre confine e ci siamo sentiti noi stessi una rappresentanza del nostro territorio.
Dopo scuola ci siamo recati insieme alla sede dell’ambasciata con le professoresse Mileti e Romilio e il signor Runar, preside della scuola uzbeka di scambio. Ad attenderci all’ingresso siamo stati accolti dal signor Gaetano Crisci, che ha reso possibile l’incontro; appena entrati siamo stati condotti da due addetti consolari nella sala delle riunioni, nella quale siamo stati disposti a semicerchio. Successivamente il signor Gaetano Crisci ci ha presentati al
consigliere economico che insieme alle professoresse, ha illustrato il progetto di scambio in corso tra il nostro liceo e la Cambridge International School.
Ci sono state illustrate le funzioni primarie dell’ambasciata; la funzione di riferimento culturale e protezione dei cittadini italiani in un Paese straniero, la regolazione dei rapporti diplomatici e la promozione e il supporto economico delle attività commerciali. Un altro compito è quello di combinare scambi culturali e proporre eventi e attività organizzative a scopo promozionale dell’Italia e delle sue eccellenze.
L’incontro ha rappresentato anche un’opportunità di orientamento: in quell’ambiente di raccoglimento ci siamo sentiti stimolati a intervenire con delle domande, incuriositi dal mondo della diplomazia, della politica internazionale e dei percorsi di studio necessari per introdurci nel campo, ricevendo consigli preziosi. Abbiamo trovato stimolante capire che dietro a figure così importanti per il nostro Paese ci sono persone che hanno trasformato la
passione per le lingue, la curiosità verso il mondo e la voglia di contribuire al bene comune di una nazione in una professione.
L’incontro ha rappresentato un viaggio simbolico dentro l’idea di cittadinanza globale.
Ciascuno ha riscoperto la propria identità cosmopolita conservando la percezione di una realtà fatta non solo di confini e bandiere, ma di legami, dialoghi e collaborazioni che superano le distanze. Abbiamo imparato che, pur essendo studenti, anche noi possiamo essere ambasciatori dei valori di apertura e rispetto, contribuendo a costruire ponti tra culture e realizzare relazioni solide e durature.
Francesca D’Aurizio
Emanuele Di Fonzo

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