L’Intelligenza Artificiale ha lo scopo di rispondere a una richiesta formulata dall’utente ed è ufficialmente la tecnologia con la diffusione più rapida della storia: in meno di tre anni ha raggiunto 1,2 miliardi di utenti, con un ritmo di adozione superiore a quello di Internet. Oggi, ogni essere umano è sempre più coinvolto dalla tecnologia.
Tuttavia, per quanto possa essere comodo e veloce, l’uso di essa non è sempre la migliore strada da prendere.
Ormai ogni dubbio scompare, ogni errore viene represso; l’intelligenza artificiale si sta impadronendo sempre più delle nostre vite, fino a diventare parte integrante di esse. Siamo diventati persone apatiche, prive di creatività; e la cosa peggiore è che stiamo diventando sempre meno attenti a ciò che pensiamo o scriviamo.
Oggi ogni messaggio viene trasmesso in forma digitale e, così facendo, ogni tipo di errore ortografico o lessicale viene eliminato; e se un tempo erano proprio gli errori a insegnarci qualcosa, ora, data l’assenza di consapevolezza su ciò che scriviamo, cosa potremo mai imparare?
Sebbene l’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare la sicurezza dei sistemi di trasporto, l’assistenza sanitaria e a facilitare l’accesso alle informazioni, è importante considerare anche i potenziali rischi associati al suo impiego. Ad esempio, l’utente potrebbe non interrogarsi più sul motivo delle cose e non sforzarsi di approfondire, accontentandosi delle risposte rapide e facilmente accessibili con pochi clic. Inoltre, la possibilità di commettere errori deve essere tutelata, così come la possibilità di mettersi alla prova.
Anche se siamo immersi in queste innovazioni, forse non siamo più nemmeno in grado di scrivere con parole nostre una lettera a un caro amico, e chiediamo all’intelligenza artificiale di aiutarci, magari per non perdere tempo o perché non sappiamo da dove iniziare. Eppure, siamo noi a conoscere davvero quella persona, non la tecnologia! Perciò, bisogna fare attenzione a ciò che si fa, perché la mente umana ha bisogno di essere continuamente stimolata.
Carla Fulvio

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