Sembrava una perfetta domenica mattina primaverile: il sole alto, il cielo terso, la voglia di aria aperta dopo una settimana tra i banchi. Eppure, il 25 marzo era solo un mercoledì, ma non uno qualunque per alcuni dei nostri ragazzi del Polo Liceale Mattioli.
Con il progetto “messo in campo” dal Dipartimento d’Inclusione, la didattica è uscita dalle mura scolastiche per farsi strada tra i banchi del mercato rionale e la terra del nostro Giardino Letterario.

L’idea è semplice quanto potente: trasformare una piccola area della nostra scuola in un orto didattico. Ma prima di piantare, bisogna scegliere. Accompagnati da alcuni docenti di sostegno, gli studenti hanno vissuto un’esperienza di autonomia reale:
- Scegliere tra ortaggi, fiori ed erbe officinali.
- Fare i conti alla cassa, gestendo l’acquisto in prima persona.
- Vivere il mercato, tra colori, profumi e interazioni sociali.
Una volta tornati a scuola, è iniziato il lavoro vero. Dissodare il terreno, togliere erbacce, preparare la dimora per le piantine, dosare l’acqua con delicatezza.
“Lavorare l’orto significa imparare la pazienza, la costanza e la responsabilità. Bisogna saper dosare la forza e avere cura di ciò che è fragile.”
Non si sono coltivati solo pomodori, insalate, basilico o fiori, ma abilità sociali: cooperazione, autostima e quel senso di appartenenza che solo un progetto comune sa dare.

Non solo fatica: La merenda della ricompensa!
Dopo il lavoro, è arrivato il momento più atteso. Perché l’inclusione passa anche per la tavola! Una merenda “di una volta” con i prodotti tipici del territorio acquistati al mercato: pane casereccio, salame, pecorino e primizie. Un momento di condivisione pura, dove la fatica si è trasformata in risate e chiacchiere.
Una crescita per tutti
Il progetto dell’orto è una piccola area dedicata alla crescita e alla vita. La cosa più bella è che non saranno solo le piantine a crescere e a dare i loro frutti, ma anche noi: studenti, insegnanti e tutta la comunità scolastica.
Perché, in fondo, l’inclusione è proprio come un orto: va curata ogni giorno con amore.
Domenico Mancini








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