Antonella Presutti al Vasto d’Autore Festival

Antonella Presutti presenta "La nebbia sale dalla terra" dando voce a personaggi e luoghi che riaffiorano dal passato.

Vasto, 2 luglio 2026 – Nel primo appuntamento della quinta edizione di “Vasto d’Autore”, la direttrice artistica Patrizia Angelozzi ha avuto l’onore di accogliere sul palco Antonella Presutti, autrice del romanzo “La nebbia sale dalla Terra”.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire il percorso della scrittrice, che non è solo narratrice ma anche docente di lettere, presidente della Fondazione Molise Cultura e figura di spicco nel panorama culturale nazionale.

«Nessuno si salva da solo» – così Presutti ha commentato il suo ultimo lavoro – evidenziando l’importanza di un racconto corale, che acquista particolare rilevanza in un’epoca dominata dall’individualismo e dall’ego. Ambientato in una vecchia casa di campagna nel Molise, il romanzo si svolge in modo semplice e intimo: un gruppo di persone si ritrova e condivide storie di segreti e rimorsi. La polifonia narrativa è essenziale, poiché ogni personaggio offre la propria prospettiva sugli stessi eventi.

Presutti sottolinea, inoltre, come anche gli oggetti assumano un ruolo narrativo, diventando portatori di testimonianze che aspettano solo di essere ascoltate poiché, spiega, “ogni cosa è portatrice di un racconto”.

In questo breve scambio emerge anche il profondo legame tra l’autrice e Paolo Benvegnù, il cantautore scomparso improvvisamente nell’inverno del 2024. È stato proprio lui che, dal romanzo, ha fatto nascere un progetto teatrale ancora in corso, portato avanti da Miro Sassolini e dalla stessa Presutti come omaggio alla grandezza di Benvegnù e al suo lavoro.

“Quanto è difficile guardarsi dentro, ma quanto è bello portarsi dentro”. Per l’autrice, l’esplorazione dell’interiorità non è solo un’esperienza affascinante, ma anche una necessità: scavare nel proprio io permette di scoprire risorse e punti di forza inaspettati. Tuttavia, in un mondo in costante movimento come quello di oggi, questa pratica si fa sempre più complessa: la velocità dei cambiamenti ci opprime e la solitudine, insieme al silenzio, diventano condizioni imprescindibili per un vero viaggio interiore.

Non basta però limitarsi all’ascolto di sé stessi, avverte Presutti: è altrettanto fondamentale osservare ciò che ci circonda, per evitare di vivere la vita “a pelo dell’acqua” e mantenere un equilibrio tra introspezione e consapevolezza esterna.

Gabriele Scarpone