Monica Savaresi: bellezza, perdono e cambiamento, le parole chiave per decifrare il mondo

"Bellagio", il primo romanzo di Monica Savaresi, protagonista al Vasto D'Autore Festival

Vasto, 3 luglio 2026 – “E che bello c’è se un posto non è capace di sporcarti la pelle, il cuore, l’anima? Quel borgo l’aveva ripulita, invece di sporcarla. L’aveva ripulita dalla spensieratezza, dalla passione, e persino dalla pace. Quella pace che ora tutti sembravano cercare – e trovare – tra le viuzze di un villaggio patinato, meta must-visit riconosciuta in tutto il mondo.”

Il prologo di “Bellagio”, il romanzo di Monica Savaresi, apre una storia di ritorni e di amore, trasportando il lettore attraverso un salto temporale fino all’epoca del fascismo.

L’autrice si confronta con Giulia Cerapica, condividendo il suo rapporto complesso con la provincia: un legame che, per vent’anni, la porta a tornare raramente nel luogo di nascita. Un settembre di qualche anno fa, però, decide di riscoprire il territorio in modo diverso, facendo un giro in canoa sul lago. In quell’occasione, osservando il paesaggio quasi deserto, si rende conto della straordinaria bellezza dell’ambiente che la circonda.

Nel suo libro, Monica Savaresi mescola finzione e realtà, intrecciando storie di personaggi realmente esistiti con fatti autobiografici. La narrazione si concentra sulla rabbia di Isabella, che torna a casa e si riscopre in un percorso di rinascita personale. Accanto a lei emerge l’altra faccia di Enrico, un uomo arrabbiato e rassegnato che si trova a dover gestire le responsabilità di due sorelle minori e di una madre vedova. Nel contempo, Enrico si innamora di June, una ragazza straniera, un sentimento che viene sconvolto dalla guerra, portandoli a perdere ogni traccia del loro amore.

Secondo Monica Savaresi, attualmente la scrittura rappresenta per lei un mezzo di espressione personale, un rifugio sicuro in cui potersi aprire. Tre parole chiave definiscono il suo modo di vedere il mondo: bellezza, perdono e cambiamento. Per Savaresi, il perdono è fondamentale, in grado di innescare trasformazioni profonde. Osservare e vivere i processi di cambiamento le dà grande soddisfazione, fino a definirsi sempre in costante evoluzione. La ricerca della bellezza rappresenta invece un vero e proprio credo: si sente innamorata della bellezza autentica, quella profonda.

Chiara Sassi