La Notte dei Ricercatori: un ponte tra giovani, università e ricerca

Un appuntamento di eccellenza

Dal lontano 2013, presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti, l’ultimo venerdì di settembre si rinnova l’appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori, un evento dedicato alla divulgazione scientifica e all’incontro tra cittadini, giovani e mondo della ricerca.

Ma che cos’è, esattamente, la Notte dei Ricercatori?

Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico, e in particolare i più giovani, alla ricerca scientifica e al lavoro dei ricercatori. Negli anni l’iniziativa ha registrato una partecipazione sempre maggiore: dai circa 30 eventi organizzati in tutta Europa, durante la prima edizione, si è arrivati, nel giro di pochi anni, a oltre 300 appuntamenti.

Quest’anno l’evento si è svolto il 25 settembre e si è protratto fino a tarda serata, alternando momenti di divulgazione, talk e musica dal vivo.

Durante la manifestazione è stato possibile visitare i numerosi stand allestiti all’interno dell’Università, dove erano proposte attività interattive pensate soprattutto per bambini e ragazzi. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente hanno contribuito anche i numerosi gadget distribuiti ai partecipanti, tra cui quaderni, matite, borse e altri materiali.

Tra le attività proposte figuravano il tiro con l’arco, le dimostrazioni di primo soccorso e diversi esperimenti, sia di carattere chimico sia legati alle scienze sociali.

All’ingresso, i visitatori venivano accolti da un’area dedicata alle forze di polizia, con la presenza di unità cinofile antidroga, robot per la gestione degli ordigni esplosivi e diverse attrezzature operative. Proseguendo lungo il percorso, era possibile incontrare stand dedicati a numerosi ambiti del sapere, dalla farmacia alle neuroscienze, dall’architettura all’economia, fino alla ricerca sull’invecchiamento cellulare.

A mio avviso, offrire ai giovani la possibilità di entrare in contatto diretto con le attività che potrebbero svolgere in futuro all’università o nel mondo del lavoro rappresenta uno degli strumenti più efficaci per l’orientamento scolastico. Esperienze di questo tipo permettono infatti di iniziare a delineare un possibile percorso formativo e professionale, partendo non soltanto dalla teoria, ma anche dall’esperienza concreta.

Credo che, in un periodo in cui le possibilità di scelta sono sempre più numerose, sia facile perdere di vista ciò che si desidera realmente.

Eventi come la Notte dei Ricercatori possono quindi aiutare i ragazzi a conoscere meglio le proprie inclinazioni, a individuare gli ambiti di maggiore interesse e, allo stesso tempo, a escludere quei percorsi che non rispecchiano le proprie aspirazioni.

Per questo motivo, iniziative di questo genere meriterebbero una maggiore promozione anche da parte delle scuole, con l’obiettivo di avvicinare un numero sempre più ampio di studenti al mondo universitario e professionale. Sarebbe inoltre un’opportunità per entrare in contatto con discipline che, nei tradizionali percorsi scolastici, vengono affrontate solo marginalmente o sono del tutto assenti.

Tra gli aspetti che ho apprezzato maggiormente c’è sicuramente l’atmosfera che si respirava all’interno dell’Università “G. d’Annunzio”. Trovarsi in un ambiente così ricco di cultura, circondati da persone interessate ad apprendere e da ricercatori profondamente coinvolti nel proprio lavoro, ha contribuito a rendere l’esperienza ancora più significativa e, soprattutto, difficile da dimenticare.

La Notte dei Ricercatori si conferma così non soltanto come una vetrina per il mondo della ricerca, ma anche come un’importante occasione di incontro, orientamento e scoperta per le nuove generazioni.

Carlo Di Monte

 

Foto di Nicoletta Carbonetti, Diana Di Gennaro, Stefania Valentini