Nel 2003 è stata istituita la “Giornata Mondiale per le prevenzione del suicidio” (IASP) in collaborazione con l’OMS. Si è svolta per la prima volta a Stoccolma il 10 settembre 2003 e, da quel momento, viene associato a questa giornata il messaggio di ‘Start the conversation’, inizia la conversazione, per promuovere la battaglia contro i pregiudizi verso la salute mentale e cambiare il modo di parlare del suicidio.
Ma perché proprio il colore giallo?
Nel 1994 in Colorado un ragazzo, Mike Emme, si suicidò all’età di 17 anni; da quel momento i suoi famigliari e amici iniziarono a scrivere messaggi su dei foglietti gialli per incoraggiare chi si trova in un momento di difficoltà a chiedere aiuto. Nasce dunque l’associazione Yellow Ribbon Suicide Prevention Program, portando i foglietti gialli a diventare vere e proprie “Ask 4 Help!” cards, per chi non trova le parole per chiedere aiuto, causando il cosiddetto effetto d’onda o ‘Ripple effect’.
Il giallo viene anche associato alla fiamma di una candela, simbolo di memoria e speranza, infatti si invita ad accendere una candela vicino alla finestra come simbolo di vicinanza.
Nel 2016 la IASP adotta ufficialmente il colore giallo-arancione, utilizzato come simbolo di sensibilizzazione. Ad oggi, il 10 settembre resta ancora la giornata mondiale per la prevenzione al suicidio, mentre il mese di settembre viene adottato come mese per sensibilizzare, organizzando anche svariate iniziative: ad esempio, dal primo settembre Telefono Amico Italia ha esteso a tutto l’anno, 24h su 24, il proprio servizio telefonico. Si parla anche di cambiare il modo di parlare del suicidio e della salute mentale, con argomentazioni più delicate volte a ridurre stereotipi.
Nel 2026 ci sono ancora molte persone che soffrono in silenzio, anche vicino a noi, e il “settembre giallo” ci ricorda che la prevenzione non deve avvenire occasionalmente ma richiede tanto coraggio e costanza.
Chiara Sassi

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