La frana di Petacciato: un’analisi e una riflessione

La frana di Petacciato ha rappresentato un grave evento che ha messo in evidenza la vulnerabilità del territorio e l'importanza di un intervento tempestivo

Il 25 settembre, presso la Pinacoteca del Palazzo d’Avalos, si è tenuto un convegno dedicato ai 70 anni dalla grande frana di Vasto.

Durante la mattinata si sono susseguiti diversi interventi, tra i quali quello presieduto dal Prof. Vincenzo Simeone, dedicato alla frana di Petacciato.

La Frana di Petacciato, dell’aprile 2026, rappresenta un fenomeno che ha interessato il versante adriatico, coinvolgendo gran parte del territorio comunale, dall’abitato fino alla costa, a causa delle caratteristiche geologiche del luogo.

Il territorio di Petacciato presenta diverse peculiarità: si trova in una zona collinare rivolta verso il Mar Adriatico, caratterizzata da dislivelli e pendenze che favoriscono il verificarsi di tali eventi. La zona è composta da terreni argillosi, rocce poco resistenti che, assorbendo molta acqua, diventano soggetti a scivolamenti. Inoltre, presenta una stratificazione inclinata che facilita lo scivolamento dei depositi sabbiosi verso la valle.

Da tempo, quest’ area è soggetta a ripetuti eventi franosi: si contano circa 16 riattivazioni del fenomeno nel corso degli anni. La prima si è verificata nel 1906, mentre tra le più significative si ricordano quella del 1916, responsabile dello spostamento dei binari ferroviari, e le serie degli anni Cinquanta (1953, 1954, 1955, 1956). Altri episodi rilevanti sono quelli del 1991 e del 1996, che hanno modificato l’assetto ferroviario, e l’evento più recente del 7 aprile 2006, causato dalle intense piogge, che ha portato al blocco dell’autostrada A14, della Strada Statale 16 e della ferrovia, oltre al crollo del ponte sul Fiume Trigno, che collega Montenero a Termoli.

Questi eventi sono spesso accompagnati da thrust, cioè forze di compressione e deformazione che interessano il territorio. Questi fenomeni si formano sia ai piedi che sulle cime delle colline e sono fondamentali nello studio delle frane, poiché rappresentano indicatori di movimento e di geometria del terreno. La loro analisi permette di valutare il rischio e di pianificare interventi di prevenzione.

Attualmente, sono in corso numerosi progetti di monitoraggio e studi scientifici con l’obiettivo di prevenire e ridurre il rischio di future frane. Il monitoraggio costante è fondamentale per comprendere quando e dove si verificano tali fenomeni, al fine di intervenire tempestivamente e limitare i danni.

Da questo possiamo trarre un importante insegnamento: il monitoraggio rappresenta la chiave per la prevenzione dei rischi geologici ed è il settore in cui è necessario investire maggiormente per tutelare il territorio e la popolazione.

Isabella Sputore