Il corpo che scompare, l’abito che resta: Valentino e Juszkiewicz a PM23

A Roma "AURA" una mostra che unisce moda e arte

Nel linguaggio creativo di Valentino Garavani, la figura femminile occupa un ruolo centrale: colore, materiali, volumi e movimenti ne esaltano la silhouette, con l’intento di valorizzarne la presenza e lasciare emergere e brillare l’aura di ogni donna.

Nei dipinti di Ewa Juszkiewicz, il ritratto è sottoposto a un processo di trasformazione, sviluppato mediante un linguaggio visivo distintivo attraverso un costante interesse nella storia della ritrattistica femminile. Attingendo ad opere della tradizione europea, ne reinterpreta le convenzioni modificando i volti attraverso configurazioni di tessuti, capelli, fiori, foglie e altre forme organiche. In queste opere, forme umane, vegetali e tessuti si fondono in figure ibride che sfuggono ad una interpretazione univoca, entrando a far parte di nuovi linguaggi visivi e creando punti di connessione tra moda e pittura.

La mostra riunisce 38 abiti selezionati dall’archivio della Maison Valentino e 26 dipinti di Ewa Juszkiewicz ed è visitabile a Roma in Piazza Mignanelli n.23 dal 18 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027.

Abiti e opere pittoriche si incontrano in un percorso espositivo incentrato sul tema della metamorfosi. Pur nella diversità dei mezzi espressivi, i dipinti dell’artista e le creazioni sartoriali del couturier condividono un interesse per la forma, la storia e la natura. Attraverso le trasformazioni, tessuto, volume, colore, ornamento e forme naturali diventano strumenti per esplorare la femminilità, l’identità e la rappresentazione. Il titolo “AURA” ci invita a guardare un corpo, un capo d’abbigliamento o un ritratto con occhi nuovi.

Una prima sezione abiti traduce il concetto di “color blocking” ovvero “blocco di colore”: una tecnica visiva che consiste nell’accostare tinte unite piene, intense e fortemente contrastanti tra loro (spesso colori complementari o dello stesso spettro ma saturi), creando stacchi netti e grafici anziché sfumature. I colori saturi di questi modelli creano un filo conduttore che entra in dialogo con la palette dei dipinti di Ewa Juszkiewicz. A essere messa in scena è l’audacia affermazione di un’idea di femminilità perfettamente veicolata dal “power dressing” degli anni ‘80, che comunica presenza e autorità: le spalle accentuate, i volumi esagerati, le linee e i tagli netti incarnano l’idea di un’armatura visiva e simbolica, di uno stare nel mondo che ci impone con forza.

Il percorso espositivo si arricchisce e si articola ulteriormente attraverso due nuclei fondamentali. Il primo è interamente incentrato sull’iconico Rosso Valentino, studiato come un vero e proprio fulcro visivo in cui le variazioni cromatiche dei modelli d’archivio circondano, esaltano e dialogano con l’opera inedita dipinta per l’occasione dall’artista, intitolata “A Portrait in Valentino Red”, ispirata a una creazione Haute Couture del 2007-2008. A questa si affianca una sezione dedicata ai Bianchi e ai Volumi Scultorei, un’area focalizzata sulla purezza formale e sulle silhouette monumentali; qui, la complessità tecnica dei panneggi, le texture stratificate e le strutture imponenti delle creazioni sartoriali richiamano visivamente le elaborate configurazioni di tessuti e bende che la pittrice utilizza sulle sue tele per celare, proteggere e rimodellare le fisionomie femminili.

Uno dei legami più interessanti tra i modelli di Valentino Garavani e i dipinti di Juszkiewicz è l’uso di motivi tratti della flora e della fauna intesi come strumenti di trasformazione. I dipinti esposti aprono il proprio spazio pittorico al mondo vegetale, permettendo a corpo, capelli e piante di fondersi in un’unica forma organica in cui i confini tra umano e non umano si fanno sempre più fluidi. La vegetazione appare in diversi stadi di crescita, queste forme organiche sollecitano riflessioni sulla trasformazione e lo scorrere del tempo. Abiti da sera della fine degli anni ‘90 e dei primi anni 2000 introducono il linguaggio minimalista di Valentino di quel periodo. Gli abiti presentano ricchi trattamenti tessili: superfici e trame evocano farfalle, foglie, ragnatele, piume e pizzo ricami e motivi floreali. La natura si presenta come una forma al centro di un dialogo senza fine.

“AURA” non è soltanto una celebrazione del talento di Ewa Juszkiewicz e della maestria artigianale della Maison Valentino: è un invito a fermarsi, a superare la superficie visiva e a ridefinire il modo in cui guardiamo l’arte, la moda e il corpo femminile. Una mostra imperdibile che, nel cuore di Roma, dimostra come la bellezza sia, prima di tutto, un continuo e affascinante processo di trasformazione.

 Alice D’Alessio

Foto di Sofia Franzone